Legambiente lancia l’allarme: il 94% dei fondi diventa asfalto

Si è svolto ieri a Jesi il IX Congresso Regionale Legambiente Marche Onlus: bene riciclo e rinnovabili, ma si dirottano troppi fondi sull'asfalto. Allarme anche per il consumo delle coste

Disoccupazione di giovani e donne, precarietà e povertà in aumento: queste le ferite sociali a cui Legambiente Marche ha voluto dedicare l’avvio del suo IX Congresso Regionale, che si è svolto ieri a Jesi, presso l’azienda agricola Trionfi Honorati.
Non solo ferite ma anche bellezza e coraggio nel cambiamento sono stati gli argomenti al centro della discussione sul bilancio degli anni passati e lo sguardo al futuro dell’associazione: “Capire il futuro per cambiare il presente, la forza dell’ambientalismo per vincere le sfide del mondo moderno” è la chiave di lettura e la sfida con cui Legambiente guarda la sfida che il delicato momento impone di affrontare.

Tra le più significative bellezze nel cambiamento ci sono lo sviluppo della produzione di energia da fonti rinnovabili, soprattutto del fotovoltaico che si attesta intorno ai 700MW installati in questa Regione. Significativo è anche l’enorme passo avanti che questa Regione ha fatto nel campo dei rifiuti, diventando una tra le migliori del Centro Italia con comuni in vetta alla classifica nazionale dei “Comuni Ricicloni”.
La bellezza del cambiamento è anche la continua affermazione del made in Italy, che vede la qualità del territorio un elemento con enorme capacità di rispondere alle sollecitazioni imposte dalla crisi (27 distretti manifatturieri e 180mila aziende, 1 ogni 9 abitanti).

LE PROPOSTE. Proprio la fragilità del momento impone una decisa dose di coraggio per affrontare e uscire dalla crisi, racconta l’associazione ambientalista: alcune politiche – scrive nel comunicato a margine del congresso –  in particolare avrebbero bisogno di un cambiamento positivo come l’approccio con il sistema delle infrastrutture, soprattutto alla luce degli allarmanti tagli che si prospettano per il 2012.
Gli investimenti che la Regione ha fatto sull’asfalto in questi anni, secondo Legambiente, hanno indebolito questo territorio (dei fondi regionali dedicati alle infrastrutture, il 94,1% è stato investito sulla Quadrilatero e il restante 5,9% ai binari).
Le Marche hanno accumulato un ritardo notevole sul tema della mobilità alternativa con il risultato del congestionamento delle maggiori città e un consistente problema di sforamenti di polveri sottili.
Congresso Legambiente 2-2-2È necessario, quindi, cambiare passo sul tema dei trasporti e credere nel sistema di metropolitana leggera, come l’esempio del progetto dell’interland anconetano, di cui sono state realizzate tutte le fermate e che aspetta solo di partire.
Legambiente chiede coraggio anche per un cambio di passo nella gestione del territorio, con particolare attenzione al fenomeno del consumo di suolo che interessa le Marche con numeri preoccupanti. Dei 180 km di costa marchigiana sono intoccabili solo 26 km di litorale perché tutelati da aree protette. Solo tra il 1988 e il 2006 sono stati cancellati irreversibilmente ben 7 km di paesaggio costiero marchigiano. Legambiente chiede alla Regione di seguire il modello sardo, fissando un vincolo di in edificabilità assoluta.

Ai lavori del congresso hanno preso parte l'assessore all’ambiente di Ancona Diego Franzoni, il dirigente del settore ambiente della Regione Marche Antonio Minetti, il direttore generale di Legambiente Rossella Muroni e il responsabile scientifico nazionale di Legambiente Stefano Ciafani. Tra soci, simpatizzanti e ospiti, hanno partecipato al Congresso di Legambiente Marche circa 200 persone.
 

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