Lunedì, 14 Giugno 2021
Economia

Coordinamento Paesaggio: stop alle speculazioni urbanistiche

Cgil, Coldiretti, Legambiente, Laboratorio Recanati e Polis Nova insieme per chiedere alla Regione Marche una svolta sulla nuova legge urbanistica, che arriva domani in commissione

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di AnconaToday

In una regione dove in soli dieci anni si sono mangiati sette dei centottanta km di costa, secondo il rapporto annuale di Legambiente, e in cinquant’anni è sparita un’area agricola grande quanto l’intera provincia di Macerata (analisi Coldiretti Marche su dati Istat), occorre una svolta decisa per evitare che il nostro territorio continui ad essere ai primi posti per consumo di suolo e speculazione edilizia.

È la posizione del Coordinamento Osservatorio Paesaggio (Cgil, Coldiretti, Legambiente, Laboratorio Recanati e Polis Nova) sulla nuova legge urbanistica, il cui testo sarà domani, mercoledì 19 ottobre, all’esame della IV Commissione del Consiglio regionale delle Marche.
La crescita edilizia, senza criteri o regole, è tra le ragioni dei periodici problemi di dissesto idrogeologico e tra le cause di congestione e inquinamento delle città, dell’eccessiva emissione di anidride carbonica e della perdita di valore di tanti paesaggi, della scarsa qualità dei territori, della dispersione e disgregazione sociale.

Da qui la proposta del Coordinamento Osservatorio Paesaggio, recepita nel testo della proposta di legge, di autorizzare varianti al Prg per nuove espansioni solo se le esigenze abitative e commerciali sono documentate e solo se è già stato attuato il 90 per cento del Piano regolatore stesso.
Ai Comuni va tolta inoltre la delega in materia urbanistica, per evitare il fenomeno del moltiplicarsi di aree industriali spesso confinanti e totalmente inutili, affidando la pianificazione a Regione e Province.
Ancora, serve che la modernizzazione delle reti infrastrutturali sia realizzata in chiave sostenibile precisando il riferimento a metropolitane di superfici, piste ciclabili ma anche a “strutture” leggere di tipo telematico con lo sviluppo della banda larga; occorre esplicitare meglio i temi dell’efficienza energetica e della realizzazione delle reti ecologiche-ambientali; introdurre norme più incisive sul social housing e ridistribuire gli incentivi volumetrici prevedendo anche un 5% per l’applicazione del Protocollo Itaca negli interventi di riqualificazione.
 

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