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Truffa a un'anziana "in trasferta" con il trucco del falso nipote

Gli investigatori si sono concentrati sulle immagini di un uomo che, proprio per le caratteristiche fisiche, è stato ritenuto pienamente compatibile con la descrizione fatta dalla vittima della truffa. La successiva comparazione effettuata dal Gabinetto Interregionale della Polizia Scientifica di Ancona ha fornito il riscontro tecnico circa la piena corrispondenza.

Avrebbe usato l'ormai collaudata truffa del falso nipote per truffare alcune persone anziane di Chieti. Per questo un giovane di origini campane di 25 anni è stato arrestato dagli agenti della sezione reati contro il patrimonio della squadra mobile della questura di Chieti, accusato di truffa aggravata.  È finito agli arresti domiciliari su disposizione del gip Andrea Di Berardino, su richiesta del sostituto procuratore Giuseppe Falasca. Gli investigatori si sono concentrati sulle immagini di un uomo che, proprio per le caratteristiche fisiche, è stato ritenuto pienamente compatibile con la descrizione fatta dalla vittima della truffa. La successiva comparazione effettuata dal Gabinetto Interregionale della Polizia Scientifica di Ancona ha fornito il riscontro tecnico circa la piena corrispondenza.

Al giovane viene contestata una truffa commessa l'8 febbraio scorso, ai danni di una donna di 85 anni, residente allo Scalo.  Secondo quanto ricostruito nel corso delle indagini, la donna era stata contattata telefonicamente da un uomo che si era spacciato per il nipote e le aveva chiesto di consegnare 4mila euro in contanti a un suo collega che sarebbe passato a casa sua, in quanto aveva una spesa urgente da sostenere. Al telefono, l'anziana aveva spiegato di avere in casa solo 2.400 euro, poco più della metà della somma richiesta dal presunto nipote.  Poco dopo, alla sua abitazione si era presentata una persona che aveva ritirato la somma di denaro pattuita, chiedendole di consegnare anche oggetti in oro, per integrare la somma di denaro e raggiungere i 4.000 euro indicati dall’uomo presentatosi quale nipote. L’anziana aveva acconsentito consegnando alcuni gioielli, tra cui la fede nuziale, ee aveva accettato la consegna di un pacco contenente merce destinata al nipote. Solo la sera, una volta raggiunta dal vero nipote, la donna si era accorta di essere stata truffata, scoprendo che nel pacco consegnatole c'erano semplicemente dei succhi di frutta. L’attività di indagine della Squadra Mobile ha consentito dapprima di raccogliere la descrizione del soggetto che si era recato in casa, descritto come una persona con i capelli lunghi neri, con un particolare tatuaggio sulla mano e una vistosa tuta di colore rosa, unghie lunghe e colorate, tanto che l'anziana non aveva saputo indicare se fosse un uomo o una donna. I successivi accertamenti hanno portato all’individuazione del punto vendita nel quale erano stati acquistati i succhi di frutta contenuti nel pacco. Dalla visione delle immagini riprese dalla telecamere di videosorveglianza è stata individuata la persona che aveva ritirato i soldi dall'anziana, con lo stesso abbigliamento. La Squadra Mobile sta conducendo ulteriori indagini, in relazione ad altre truffe nelle quali ricorrono sia le modalità di esecuzione del reato, nonché la particolare descrizione del suo autore laddove è stato indicato quale persona con sembianze femminili, ingenerando il dubbio nelle stesse parti offese circa la sua vera identità.

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