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Ancona blindata, ma non per i giovani: la Mancinelli rimprovera e avverte | VIDEO

Le parole di Valeria Mancinelli per i giovani che hanno invaso piazza del Papa in barba alle direttive sul Coronavirus. Poi l'annuncio delle prossime iniziative per fronteggiare l'emergenza

 

Le parole del sindaco Valeria Macninelli sull'emergenza Coronavirus, ma anche sui ragazzi che sabato sera hanno invaso piazza del Papa in barba alle prescrizioni sul Coronavirus.

«Cari concittadini, vorrei aggiornarvi sull’evoluzione della  vicenda Coronavirus. La situazione è  molto seria e le notizie che abbiamo ci fanno dire che nei prossimi giorni peggiorerà;  questa è la realtà di fronte alla quale continuiamo a dire che bisogna avere fiducia, non farsi prendere dal panico ma contemporaneamente occorre alzare il livello di guardia anche con ulteriori misure prese oggi dall'amministrazione comunale. E’ necessario però che ciascuno di noi faccia la sua parte; questa è una battaglia che non vinceremo se ciascuno di noi non fa il pezzetto suo. Il Comune sta prendendo, in queste ore, ulteriori misure; alcune le ha prese già nella giornata di ieri: saranno chiusi da domani tutti i centri diurni anche i centri diurni per disabili, quelli che solo tre giorni fa pensavamo di poter ancora garantire aperti. Non è più così: per la salute in primo luogo delle persone che li frequentano e per la salute della pubblica collettività; così come saranno chiuse tutte le palestre comunali, tutte le palestre scolastiche, tutte le piscine comunali, tutti gli altri impianti sportivi dove può esserci occasione di assembramento di persone;  sono già chiusi anche nella nostra zona su disposizione del governo centrale con l'ultimo decreto,cinema, teatri e musei. Il Comune sta prendendo ulteriori misure per limitare e regolare l'afflusso del pubblico presso gli uffici comunali e nell'utilizzo del personale comunale. Le istituzioni stanno potenziando i servizi sanitari; per quanto ci riguarda in particolar modo dell'ospedale regionale di Torrette come credo avrete letto sulla stampa. Questo devono fare le istituzioni ma torno a dire:  se non si rafforza la responsabilità individuale e la disciplina a cui ciascuno di noi è chiamato non possiamo uscirne. In questo senso voglio rivolgermi a cuore aperto, in particolar modo, ai nostri ragazzi , ai giovani.  Io capisco che a 20 anni è difficile stare dentro casa; lo capisco, ma così non va! E’ inutile che chiudiamo le scuole se poi andiamo in piazza attaccati come le sardine! In questo caso bisogna fare il contrario. Quello che si è visto ancora l'altra sera in piazza del Papa non è possibile, lo dico ai ragazzi ma lo dico anche a chi gestisce quelle attività: non ha senso chiudere le scuole e avere poi mille ragazzi appiccicati l'uno all'altro in piazza o in altre situazioni! Il senso di responsabilità individuale deve portarci a evitare quei comportamenti. Lo dico a cuore aperto ma tenete anche conto che stiamo allestendo  sistemi di vigilanza e di sanzione per chi non dovesse adottare comportamenti responsabili;  ne và la salute dei singoli ma anche delle altre persone e questo non è tollerabile. Dobbiamo anche rassicurare che le istituzioni, oltre alle misure di cautela stanno anche affrontando ulteriori servizi di cura e di vicinanza per le persone che ne avranno bisogno. In particolare il servizio di pronto intervento sociale che attiviamo  in momenti di emergenza e che ora  stiamo potenziando. Questo significa che potremo garantire nei prossimi giorni la consegna della spesa a domicilio, dei medicinali, assistenza alla persona per quelle persone che dovessero trovarsi in situazioni di quarantena o peggio di necessità di essere curate a domicilio. Stiamo organizzando questo servizio e verrà diffuso rapidamente il nuovo numero telefonico a cui potersi rivolgere per questo tipo di assistenza.  Dunque da un lato consapevolezza della estrema serietà della situazione e dall'altra consapevolezza che le istituzioni ci sono, che la comunità c'è, il volontariato sociale si sta mobilitando e quindi nessuno sarà lasciato solo ma anche che ciascuno dovrà fare  la sua parte, in particolar modo i giovani»

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