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Lo Sport per Tutti, la Uisp presenta il progetto all’insegna dell’inclusività e del sociale

Finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali mira a far ripartire lo sport dopo crisi e pandemia

ANCONA- Ridisegnare la visione dello sport quale bene di primaria importanza che interessa trasversalmente ogni ambito e ogni fascia di età. E' il monito urgente e al contempo l'obiettivo del progetto Sport per tutti presentato oggi al Comune di Ancona dal Comitato regionale UISP e contemporaneamente in gran parte del Paese, alla presenza dell'assessore Sport Andrea Guidotti, delegato ANCI Marche allo Sport, del Presidente regionale del CONI Fabio Luna e di altri attori del territorio, quali Ufficio Rete Città Sane OMS, Ufficio Promozione Salute dell' Area Vasta 2, analogo presidio ARS e Centro Servizi Volontariato.

Il progetto - finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali e illustrato da Simone Ricciotti, presidente regionale UISP Marche, prevede la creazione negli 8 ambiti territoriali UISP (Pesaro, Fano, Ancona, Senigallia, Jesi, Macerata, Ascoli Piceno, e Fabriano) di Living lab, vale a dire tavoli tematici di condivisione “per ridisegnare e dare impulso alla pratica sportiva” con il coinvolgimento di stakeholder in rappresentanza del partenariato istituzionale, sociale ed economico e l’ampliamento di una rete di collaborazioni e iniziative per sostenere l’accesso all’attività sportiva e per valorizzare il ruolo dello sport nel processo di riattivazione socio-economica post Covid.

“Sport per tutti” Coinvolge, oltre alle Marche, altre 14 regioni italiane e 26 Comitati territoriali Uisp, insieme a soggetti di cittadinanza attiva, università e rappresentanze sociali e rientra tra le iniziative finalizzate a sostenere il valore aggiunto dello sport e dell’attività fisica per il raggiungimento degli obiettivi sociali, ambientali ed economici individuati per le città ed i sistemi urbani nell’Agenda 2030 e nella Politica di Coesione 2021-2027.

«Tra abbandono dell'attività sportiva e incremento della sedentarietà, riduzione della vita sociale, difficoltà economiche e solitudine- ha esordito l'assessore Guidotti- il panorama è drammatico perciò un progetto come quello della UISP ha un significato molto forte». «Gli effetti del Covid e della crisi economica e sociale, dei danni della sedentarietà li avvertiamo anche nelle Marche in questi ultimi anni – conferma il presidente CONI, Luna. Pur mantenendo un buono standard il calo dei tesserati nelle società sportive è preoccupante, a breve il CONI presenterà dati in merito. Grazie alla UISP che affronta il problema con metodo e determinazione».

«L'emergenza COVID-19 nello sport - hanno spiegato Ricciatti e Barone- UISP- rischia di causare la riduzione o l'impossibilità della pratica sportiva. Pur rappresentando lo Sport la terza agenzia educativa nel nostro Paese, in mancanza di interventi specifici ed "innovativi" si assisterà ad una ulteriore riduzione delle attività essenziali per garantire la qualità della vita, il benessere e la salute delle persone. Tale situazione, oltre a mettere a rischio la "sopravvivenza" di moltissimi enti, associazioni e imprese attive nell'ambito dello sport, determinerà un problema sociale, relativo alla qualità della vita dei cittadini ed uno economico, riguardante la mancanza di una fonte di reddito per chi si mantiene attraverso tali attività. Allo stesso modo, il disagio economico causato dalla crisi determinerà l'impossibilità per molte persone di poter sostenere i costi per l'attività sportiva dei propri figli, o per sé stessi, con un impatto negativo sul benessere fisico e sulla salute. Il costo sociale della sedentarietà- come evidenzia un rapporto UISP ,SVIMEZ e Sport e Salute- sarà sempre più alto. L'impegno da qui al giugno 2023 - ma non si escludono tavoli permanenti- perciò sarà quello di una riprogrammazione del settore, creando collegamenti con tutti i soggetti utili allo scopo, che avverrà per step: al reclutamento degli stake-holder ( nel settore salute pubblica, istruzione, sociale, ambiente) farà seguito la mappatura del territorio e infine la costruzione della progettualità».

«Nello specifico della salute mentale- ha chiarito il dott Berti Area Vasta 2- a causa della pandemia, con il crollo della socialità e la rinuncia alla attività fisica si sono già manifestate conseguenze pesanti. I reparti neuropsichiatrici infantili si sono riempiti e anche gli adulti ne hanno sofferto. Lo svolgimento di un'attività fisica regolare previene la formazioni di neoplasie e svolge azione antidepressiva, rilasciando endorfine. Anche in termini di invecchiamento, la vita attiva svolge un ruolo fondamentale nel miglioramento delle capacità funzionali dell'anziano e della sua qualità della vita. Insomma praticare sport innalza tutti i livelli di salute e in tempi di criticità globale un progetto così va a contrastare lo stress e il disagio”. Presupposti condivisi anche da Enza Ravaglia, ARS coordinatrice del progetto di prevenzione “Comunità attive” e Mario Argentati, CSV Marche attualmente impegnato nel territorio del cratere per progetti di recupero sociale e benessere psicofisico».

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