Sampress, Paco Nobili: «L'importante è partire ma che peccato per il nostro pubblico»

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di AnconaToday

La Sampress Nova Volley è al lavoro in previsione dell’avvio del campionato previsto per domenica 24 gennaio con l’esordio in casa contro la Paoloni Macerata.

Capitan Paco Nobili, intanto come va?

«C’è tanta voglia di normalità per tutti noi, in campo e fuori dal campo, ma direi che ancora è lontana. Sotto l’aspetto sportivo riprendere il ritmo dopo essersi fermati ancora non è stato semplice e lo è ancora di più riprendere il ritmo partita».

Già in estate si era parlato di una Sampress che avrebbe avuto bisogno di molto lavoro. E’ così?

«Sì, certamente ,e consideriamo che fino ai primi di novembre ci siamo allenati normalmente poi abbiamo proceduto con sedute solo di pesi. La nostra squadra in condizioni normali ha bisogno di lavorare molto per via dei tanti giovani. Questa situazione non ci aiuta sicuramente ma ci diamo da fare e proviamo a risolvere un problema alla volta. Speriamo di scendere presto in campo per avere anche qualche stimolo in più».

Le sedute di allenamento congiunto con Ancona e Osimo cosa hanno detto secondo te?

«L’aspetto più positivo è la grande generosità di tutti i ragazzi a mettersi a disposizione e a provare a migliorarsi ad ogni sessione di allenamento. Non abbiamo molto tempo e quindi non possiamo sprecarlo».

Il campionato di serie B è stato rivisto con un mini girone “locale”: è la scelta giusta?

«Anche se in campo andiamo noi, sono altri coloro che decidono come e quando si gioca. Quindi va bene tutto pur di giocare. Le criticità sono enormi sotto l’aspetto economico per le società ma, in generale, per l’intero movimento. Penso al settore giovanile e ai tanti ragazzi che sono stati tenuti lontano dalle palestre».

Temi che possano perdere la passione per la pallavolo?

«Mi riferisco non solo alla pallavolo ma a tuti gli sport. L’insegnamento della disciplina sportiva è marginale rispetto agli aspetti educativi e socio-relazionali di fare uno sport. Forse bisognerebbe tenerne conto di più guardando a una fascia di ragazzi e ragazze di età 10-16 anni».

Alla Nova Volley Loreto che aria tira?

«La società fa sempre il massimo. Come capitano sono stato convocato dal CdA ad alcune riunioni nelle quali si è parlato del lavoro della squadra. La condivisione e la sinergia non ha mai fatto difetto al Presidente e agli altri dirigenti. Ancora una volta non si sono smentiti».

Si comincerà il 24 gennaio a porte chiuse. Che ne pensi?

«Per ora è inevitabile ma spero davvero che le cose possano cambiare. A questo livello giocare senza pubblico non ha molto senso ed è poco motivante anche per i giocatori soprattutto per quelle società come la Nova Volley che lavorano bene sul coinvolgimento del pubblico. In questi anni è capitato di andare a giocare in palazzetti semivuoti ma in casa non siamo davvero abituati e non vorremmo certo cominciare ad abituarci».

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