Fondazione Enrico Mattei e Cooss Marche per "RugbyAmo”, lo sport nel segno dell’inclusione

Da qualche settimana un drappello di ragazzi con disabilità assistiti da Cooss Marche ha infatti avuto la possibilità di cominciare a fare attività e avvicinarsi al gioco del rugby presso l’impianto, e seguiti dai tecnici, della società jesina presieduta da Luca Faccenda

RugbyAmo

JESI – Fondazione Enrico Mattei, Rugby Jesi ’70 e Cooss Marche unite in collaborazione per “RugbyAmo”, nel segno dell’inclusione e del «sorriso negli occhi di famiglie che possono finalmente scoprire che i loro non sono ragazzi di cristallo». Così Aroldo Curzi Mattei, presidente della Fondazione Mattei, nel presentare il progetto.

Da qualche settimana un drappello di ragazzi con disabilità assistiti da Cooss Marche ha infatti avuto la possibilità di cominciare a fare attività e avvicinarsi al gioco del rugby presso l’impianto, e seguiti dai tecnici, della società jesina presieduta da Luca Faccenda. «Un rapporto- spiega il responsabile sviluppo club del Rugby Jesi ‘70, Francesco Possedoni – nato attraverso la figura di Mariano Fagioli, nostro allenatore e, per professione, educatore presso Cooss Marche. Lo spunto ci ha portato a creare l’opportunità, per questi ragazzi, di frequentare la nostra struttura e accostarsi ad uno sport come il rugby, inclusivo per definizione, con i suoi valori e il suo spirito volto al coinvolgimento di tutti, senza eccezione. Fondazione Mattei ha subito abbracciato e sostenuto il progetto, con il proposito di avvicinare mano a mano ulteriori soggetti. Sono cinque al momento i partecipanti, tutti maggiorenni. L’obiettivo, a partire da questa sperimentazione, è di incrementare il novero dei partecipanti. Fino ad arrivare a inserirsi anche nel circuito dei tornei dedicati a questo tipo di iniziative».

Con Mariano Fagioli, sono Andrea Angelucci, Andrea Doninelli e Antonio Rea i tecnici, formati, del Rugby Jesi che seguono il progetto. «I ragazzi qui al campo hanno iniziato a fare attività di psico motricità, prendere confidenza con il pallone, conoscere una realtà per loro nuova, integrarsi con tutti gli altri- illustra Fagioli- un inserimento che vivono con grande entusiasmo». Aggiunge Ervin Ibrahimi, Cooss Marche: «Tramite Mariano Fagioli, da tempo siamo arrivati a conoscere questa bella realtà del rugby. I partecipanti al progetto sono seguiti da tecnici preparati e da educatori e figure professionali adeguate ma si inseriscono qui in un contesto che li vede integrati e insieme a tutti gli altri. È la chiave che ha convinto tutti i soggetti coinvolti».

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Il nuovo Dpcm arriva il 3 dicembre, limitazioni tra regioni e raccomandazioni per il Natale

  • Marche di nuovo in zona gialla, Acquaroli: «C'è la conferma del ministro Speranza»

  • Blitz in via 25 Aprile, Carabinieri e Polizia in massa blindano la strada: 4 arresti

  • Sette furti, poi l'inseguimento da Polverigi ad Ancona: chi sono gli arrestati di via 25 Aprile

  • Dramma nella notte, Yasmine muore a soli 20 anni: il cordoglio da tutta la città

  • Lutto in Comune, morta a 45 anni la dipendente Patrizia Filippetti

Torna su
AnconaToday è in caricamento