Pallavolo, la Lardini riparte dal match con Cuneo a porte chiuse

In tempi di Convid-19, si giocherà in modalità “porte chiuse”: niente pubblico, solo addetti ai lavori e una manciata di personale

foto di repertorio

Ventuno giorni dopo l’ultimo impegno di campionato, la Lardini si appresta a tornare in campo per affrontare al PalaTriccoli di Jesi (domenica, ore 16:00, arbitri: Massimo Piubelli e Vincenzo Carcione) la Bosca San Bernardo Cuneo e riprendere il filo del discorso con il campionato di serie A1. In tempi di Convid-19, si giocherà in modalità “porte chiuse”: niente pubblico, solo addetti ai lavori e una manciata di personale. «Giocare in un impianto vuoto è un’incognita per tutti – ammette l’allenatore della Lardini, Filippo Schiavo – perché il pubblico fa parte di una partita. Personalmente sarà la prima volta, credo anche per le ragazze: sarà sicuramente una situazione particolare a cui dovremo essere bravi ad abituarci in fretta, ignorare ciò che non ci circonderà e pensare solo al campo».

Soprattutto ad un’avversaria di buon livello quale la Bosca dell’ex Andrea Pistola. «Ripartiamo per affrontare un mini campionato che in poco meno di un mese ci vedrà affrontare sette partite, nella prima delle quali troveremo una formazione che prima della pausa stava facendo bene e che all’andata ci mise parecchio in difficoltà. Cuneo è un’ottima squadra che ha trovato un suo equilibrio dopo l’inizio di torneo un po’ travagliato, ha trovato un buon livello di gioco dando filo da torcere anche a diverse big e dispone di individualità di buon livello». Per la Lardini c’è da fare anche i conti con una ripresa che dopo le pause «non è mai stata foriera di grandi soddisfazioni. L’attenzione dovrà perciò essere massima. Al di là della partita di Chieri, dove comunque eravamo ormai pronti per scendere in campo, vista la sosta abbiamo pianificato da subito il lavoro e lo abbiamo rimodellato proprio per presentarci al meglio a questo rush finale della stagione». Due le ex in campo: Giulia Mancini nelle fila della Lardini e Beatrice Agrifoglio dall’altra parte della rete.

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