Un ingegnere da non far arrabbiare: Matteo è campione italiano di Jiu Jitsu

«Amo competere non per il gusto di vincere una medaglia, ma per le emozioni che riesco a provare»

Matteo Impicci (kimono bianco) in una presa

«La cosa singolare è che, in generale, non sono un grande appassionato di sport». Comincia con una risata e un simpatico paradosso la chiacchierata con Matteo Impicci, il 23enne anconetano che lo scorso 24 marzo a Roma si è laureato campione italiano di Brazilian Jiu Jitsu. Matteo è uno studente di ingegneria e l’arte marziale la insegna agli allievi dell’associazione Decima Legio di Camerano, dove c’è spazio per prese “toste” ma anche per il cuore. Sì, perché su quello stesso tappeto si allena anche Carlotta, la sua fidanzata: «Me la porto dietro» racconta sorridendo il neocampione. Il successo di fine marzo nella categoria riservata alle cinture marroni e nere si aggiunge agli altri titoli vinti in categorie precedenti anche a livello internazionale. «Ho scelto il Jiu Jitsu dopo aver praticato il Judo, lo consiglio perché a differenza di altre arti marziali che sembrano distanti dall’applicazione nella vita reale il Jiu Jitsu è efficace e divertente. Anche in gara la cosa più importante è divertirsi ed è quello che dico anche ai miei allievi». Divertimento, ma anche sacrifici: «Bisogna essere qua tutti i giorni, io mi alleno anche sette volte a settimana, anche se non lo vedo come un vero e proprio sacrificio. Lo farei anche se perdessi tutte quante le gare»

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L’incontro al Pala Torrino di Roma contro il pescarese Alexander D’Annibale è stato particolarmente duro ed è arrivato dopo sfide che non lo hanno visto incassare nemmeno un punto al passivo: «Alexander lo avevo già affrontato una volta, è molto forte- racconta Matteo- siamo arrivati con un punteggio pari alla fine dell’incontro ed è stat.o necessario procedere con uno spareggio di un minuto. Non è stato facile, complimenti a lui ma è stata una bella esperienza e una grande soddisfazione». Matteo non ha un soprannome particolare sul tappeto, ma la testa sulle spalle sì e anche ben posata: «Entro la fine della stagione ci saranno altre gare nazionali, amo competere non per il gusto di vincere ma per le emozioni che mi fa provare. La stessa vittoria a Roma è stato un momento emozionante ma cerco sempre di non farmi prendere dalle emozioni. Il mio focus è sempre sulla gara successiva e sul migliorare la mia tecnica più che vincere una medaglia». Il titolo europeo in prospettiva? «Speriamo» si limita a rispondere il campione italiano, ma la certezza è una: «Il Jiu Jitsu lo praticherò finché la salute me lo permetterà anche se le possibilità di carriera non sono moltissime perché in Italia non è ancora uno sport molto sviluppato. Mi piace però anche continuare nel settore dell’ingegneria, quindi punterò a fare entrambe». 
 

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