"Assata Shakur" diventa maggiorenne, la polisportiva si regala capitan Gadda

La bandiera dell'Ancona è tornata al Dorico

Massimo Gadda

Un po' ospite un po' padrone di casa. Massimo Gadda è tornato sul prato dello stadio Dorico per festeggiare i 18 anni della Assata Shakur e lo ha fatto nel modo che piace a lui: calcando il prato e palleggiando con i bambini e le bambine dell'associazione fondata da Alessio Abram nel 2001 e diventata polisportiva antirazzista due anni dopo. Prima l’allenamento nello storico stadio del viale, poi la cena comunitaria nella sede dello Spazio Comune Heval il cui ricavato contribuirà a sostenere il progetto della scuola calcio Ancona Respect. 

Capitano storico

Un ritorno al passato per capitan Gadda che tra il 1986 e il 1994 ha contribuito a disegnare su quello stesso prato le pagine più belle del calcio anconetano. Via dunque alla macchina del tempo, che in perfetto ordine cronologico è tornata prima al 5 giugno dell’88 quando “Gaddao Meravigliao” segnò il primo dei 3 gol al Livorno che consegnarono la serie B ai dorici: «Dopo 8 anni scegliere una partita alla quale sono legato è difficile, ma mi trovo qui su questo campo e non posso non citare quell’Ancona-Livorno o la giornata di Bologna (7 giugno 1992, ndr) che ci portò in serie A». Il bello è che i giovanissimi calciatori, tutti di età compresa tra i 5 e i 12 anni, conoscevano a menadito quelle date, così come il numero di presenze di Gadda con la maglia biancorossa (249). «Chi è lui?» ha chiesto Alessio Abram ai ragazzi prima dell’allenamento e la risposta non si è fatta attendere: «Lui è Gadda» hanno risposto all’unisono bimbi e bimbe. «Ho fatto sei anni qui e due anni nello stadio nuovo, i miei figli sono nati proprio nell’ospedale qui dietro» ha spiegato ai ragazzi l’ex calciatore. Tra le domande più divertenti c’è stata quella di un ragazzo: «C’eri anche tu in quell’Ancona-Inter finita 3-0?». Dopo la risposta affermativa è stato il turno di una ragazza che ha chiesto a Gadda come si fanno i palleggi e la lezione non si è fatta attendere: l’ex centrocampista ha inanellato una serie di tocchi come se per lui il tempo non fosse passato (GUARDA IL VIDEO), poi si è divertito insieme ai ragazzi a tentare degli shoot out, i cosiddetti rigori in movimento. «Il messaggio che porto a questi ragazzi è quello di divertirsi e di riuscire attraverso lo sport a crescere in un mondo sempre più difficile- ha spiegato Gadda- questa è l’età in cui non si deve cercare di intravedere il campione, avere un pallone tra i piedi è già la cosa migliore». Rapido passaggio sull’Ancona di oggi, alias Anconitana: «Il momento di appannamento ci può stare ma la squadra sta dominando il campionato e nel calcio che conta anche la Juve lo sta attraversando. Seguo l’Ancona ogni anno da quando sono andato via ma dare giudizi è una cosa antipatica e nessuno lo dovrebbe fare, perché dentro ci sono dinamiche che fuori nessuno può conoscere». 

 

Torneo regionale

Accanto a Gadda e allo staff tecnico c’erano Paolo Giampaoli e Alessio Abram: «La nostra società nasce da un gruppo degli ultras dell’Ancona e le nostre radici sono dietro quella curva e dietro quella porta- spiega Abram- Massimo Gadda è stato chiamato perché è stata la nostra bandiera ma soprattutto per la sua etica nel fare sport».Per la maggior età la polisportiva si è regalata il settore di calcio femminile: «Da settembre abbiamo 18 bambine di cui 16 under 12, io ho la fortuna di allenarle e sto riscoprendo dei valori incredibili– prosegue Abram- tra pochi giorni inizieremo un torneo regionale con l’under 12 in cui affronteremo anche l’Ascoli, la Vis Pesaro e Macerata. Per noi rappresentare Ancona è un grande orgoglio anche se lo spirito è quello di giocare, divertirsi e mandare messaggi positivi». 

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