Calcio, iniziata la stagione della "Junior Jesina L Scuola Calcio Roberto Mancini"

A preparare i portieri c’è Andrea Mazzantini, che alle spalle ha una lunga militanza in Serie A e la Coppa Uefa con l’Inter. Il campione che ha fatto sognare tanti tifosi ha la marcia ingranata per dare il suo meglio per far emergere i talenti di chi allena

Fabio Favi

JESI - Stagione iniziata per la “Junior Jesina L Scuola Calcio Roberto Mancini”. Con 300 allievi, da chi inizia per la prima volta ad approcciarsi al calcio alla III categoria, si tratta della scuola calcistica jesina con più iscritti. Un numero importante che va a confermare, nonostante il periodo storico, il numero degli iscritti rimasto invariato rispetto lo scorso anno. Nei tre campi a disposizione (Collegio Pergolesi, San Pietro Martire e Boario) gli allenamenti sono ripresi tra entusiasmo, aspettative e obiettivi da raggiungere.

«Stiamo seguendo alla lettera i protocolli federali con grandi sacrifici e di questo c'è da ringraziare la società che permette sia a noi tecnici sia ai ragazzi di continuare il nostro percorso. Un percorso che consente ai giovani sportivi di continuare a vivere un piccolo sogno e allo stesso tempo di proseguire nel processo di formazione – afferma Fabio Favi, che con il ruolo di responsabile tecnico organizza la struttura tecnica e imposta il lavoro degli allenatori - Divertimento e voglia di misurarsi con se stessi sono le basi su cui lavoriamo. Una formazione che poggia sul rispetto, sull'educazione e, naturalmente, su aspetti sociali e calcistici. Nella fascia agonistica lavoriamo su tutti gli aspetti calcistici: tecnica individuale, tecnica collettiva, tattica collettiva e singola, alimentazione, senza dimenticare ovviamente la base di partenza: divertirsi! Nelle fasce Esordienti, Pulcini e Piccoli Amici il lavoro si basa solo sulla formazione del singolo ragazzo. I gruppi sono divisi in 3 stazioni. Nella prima stazione ci si focalizza sugli aspetti della tecnica, con giochi di posizione e tecnica individuale; nella seconda stazione l'aspetto motorio, che viene gestito dal nostro responsabile Prof. Giovanni Galeazzi e infine la terza stazione è dedicata al gioco (divertimento). Ogni categoria ha il suo obiettivo, ma tutto passa attraverso la formazione del ragazzo. Nell’agonistica il risultato deve essere raggiunto attraverso la crescita, nell’attività di base si punta esclusivamente alla crescita del giovane».

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A preparare i portieri c’è Andrea Mazzantini, che alle spalle ha una lunga militanza in Serie A e la Coppa Uefa con l’Inter. Il campione che ha fatto sognare tanti tifosi ha la marcia ingranata per dare il suo meglio per far emergere i talenti di chi allena e per puntare sempre in alto. «Dopo tante vicissitudini siamo qui! A preparare i portieri della “Junior Jesina L Scuola Calcio Roberto Mancini” con lo stesso obiettivo di sempre: cercare di vedere, un giorno, portieri e calciatori di grandi livelli», afferma Mazzantini. «La Junior Jesina L Scuola Calcio Roberto Mancini con la categoria Piccoli Amici inizia il percorso in cui si prefigge, come scopo prioritario, lo sviluppo di un settore giovanile completo, strutturato e organizzato in maniera professionale che si integri nel tessuto sociale della città di Jesi e di tutta la Vallesina, offrendo la possibilità di svolgere attività sportiva, con finalità educative e sociali, ai ragazzi per divenire persone di qualità e giocatori di talento – afferma Carlo Pirani, responsabile Piccoli Amici - L'attività calcistica della categoria Piccoli Amici è svolta seguendo principi psicopedagogici che mirano al miglioramento psico-motorio dei bambini. Il calcio è, per i bambini, la prima vera forma di socializzazione che si svolge in piena libertà. Attraverso la psicomotricità si insegna ai bambini delle squadre del 2014 e 2015, a coordinare i loro movimenti per raggiungere il miglioramento, perché coordinarsi con la palla non è semplice e non è scontato. Alla base di tutto, nell’approccio con i piccoli atleti c’è l’ascolto: ognuno di loro è diverso e differenti sono i tempi di apprendimento e, quindi, i modi di insegnare. L’obiettivo è tirare fuori il meglio di ogni bambino, rispettando le loro tempistiche per farli sentire a proprio agio nel campo, con i compagni e con le proprie caratteristiche»

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