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30 secondi per diventare re, Jean è campione italiano di Judo: «Voglio il mondiale»

Ha sfilato il titolo a tempo di record al campione uscente, adesso non si vuole più fermare

E’ alto, piazzato, lo sguardo buono ma la faccia da duro. Insomma Jean Carletti è uno di quelli che è meglio non far arrabbiare. Perché? Lo scorso 4 marzo con la spedizione del Judo Club Camerano è andato ad Ostia e in soli 30 secondi si è preso il titolo italiano under 18 dei pesi massimi sfilandolo al campione uscente Lorenzo Rossi. Fate vobis.

Jean è nato a Kinshasa (Repubblica Democratica del Congo), vive a Numana ed è uno dei tanti studenti dell’istituto Savoia Benincasa di Ancona. Gli piace divertirsi, ha la passione per la musica e in particolare per il rap e per Mickael Jackson. Sorride, scherza, fa battute con gli amici ma questo è il Jean che non ha ancora indossato kimono e cintura nera. Sul tappeto c’è spazio solo per la concentrazione e la tecnica (GUARDA IL VIDEO), non si può sbagliare più di tanto perché davanti la strada è ancora lunga: «Vorrei vincere almeno un mondiale» spiega Jean durante una pausa dell’allenamento. La strada intrapresa è quella giusta, la Nazionale non è poi così lontana. Il 7 e l’8 aprile a Teplice, in Repubblica Ceca, il 16enne sarà impegnato nella European Cup e una eventuale medaglia non servirà solo ad arricchire il curruculum. Un oro, un argento o un bronzo basterebbero a spalancargli le porte della Nazionale azzurra perché il regolamento della Federazione parla chiaro: per essere convocati serve il titolo italiano e almeno una medaglia conquistata nel circuito della European. Jean Carletti è a metà strada e se quella chiamata dovesse arrivare, l’obiettivo si sposterebbe poi sui campionati Europei a Sarajevo in estate. 

Jean Carletti è in realtà al terzo titolo italiano dopo gli ori in under 15. Nel 2017 il titolo under 18 lo aveva sfiorato ma aveva già fatto capire di che pasta è fatto. Il 4 marzo è arrivato il coronamento: «L’avversario era ben preparato e l'incontro è stato impegnativo, gli ho sfilato il titolo ed è stato un momento emozionante. Cosa ho pensato? Che finalmente era finita, ce l’avevo fatta, mi sono fermato un attimo e ho cercato di realizzare quello che era successo». Il 16enne pratica Judo da 6 anni e a diverse uscite con gli amici ha anche dovuto rinunciare: «Sacrifici nel judo ne devi fare, ma finalmente per ora sono stato ripagato». Accanto a Jean c’è l'insegnante di tecnica Marco Montanari, che a Ostia ha accompagnato la spedizione anconetana: «Abbiamo diversi ragazzi medagliati e negli ultimi anni una medaglia a questo club non è mai mancata. Jean è un atleta dotato fisicamente in maniera incredibile, i primi due titoli li ha conquistati soprattutto grazie al fisico ma più si sale di classe e maggiore è importante la tecnica. Stiamo lavorando proprio su questo adesso, tecnica e tattica». Per Jean Il mondiale è un obiettivo praticabile nel lungo periodo? «Ha tutte le carte in regola per poter conquistare i titoli in Italia- conclude il tecnico- se avesse poi la possibilità di entrare in un gruppo sportivo militare il titolo sarebbe sicuramente un obiettivo realizzabile. Tecnicamente e fisicamente lui non ha nulla da invidiare agli atileti di quel livello, poi la componente psicologica e l’attitudine al sacrificio dovranno essere dimostrati ancora di più». 
 

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