Lezioni di greco, l'Inter non va: con l'Aek Atene finisce 0-0

L'Inter vista ad Ancona, soprattutto nella prima frazione, ha ricalcato quella "ammirata" nel Trofeo Tim. Gioco lento ed orizzontale, poche idee con la noia a farla da padrone, nonostante la spinta del pubblico ed un avversario qualitativamente inferiore

L'inizio di Inter - Aek Atene

Kovacic si, Kovacic no. E' stato questo il tormentone che ha accompagnato l'Inter nel grigio e tumultuoso pomeriggio dorico, prima del fischio d'inizio del match amichevole contro l'Aek di Atene. I tifosi, cellulare in mano per capire gli sviluppi della trattativa, sono arrivati al "Del Conero" frastornati, ma fiduciosi di scoprire i miglioramenti della loro squadra, a pochi giorni dall'inizio del campionato. Ecco come è andata.

LA PARTITA. Dopo la rifinitura in mattinata al "Carotti" di Jesi, l'Inter ha raggiunto lo stadio "Del Conero" intorno alle 19.45. Senza Kovacic, Guarin ed Hernanes, Mancini non aveva molti margini di manovra nella scelta della formazione. Spinto dagli oltre 12mila presenti allo stadio "Del Conero", il tecnico jesino ha optato per il 4-3-1-2, con Brozovic trequartista, davanti alla linea a tre composta dal baby Gnoukouri e dal duo Medel-Kondogbia. Dietro ancora panchina per l'ex Barca Montoya, dentro D'Ambrosio (dato comunque per partente) con Murillo e Miranda centrali e capitan Juan Jesus a sinistra. In attacco confermata la coppia Icardi-Jovetic. L'Inter vista ad Ancona, soprattutto nella prima frazione, ha ricalcato quella "ammirata" nel Trofeo Tim. Gioco lento ed orizzontale, poche idee con la noia a farla da padrone. Nonostante la spinta del pubblico, ed un avversario ben messo in campo ma qualitativamente inferiore, nei primi 45 minuti i nerazzurri si sono resi pericolosi con il solo Icardi, bravo al 31' a scaldare le mani all'estremo difensore ellenico con un destro da fuori area. Il primo tempo non ha regalato nulla più, apparte uno scrocio d'acqua e qualche fischio da parte dei tifosi interisti, delusi dalla pochezza dei loro beniamini.

FISCHI. Nella ripresa Mancini ha mandato in campo gli stessi undici del primo tempo. Il tecnico si aspettava una reazione d'orgoglio, invece i suoi l'hanno nuovamente "tradito". Lento e prevedibile, il gioco dell'Inter si è protratto stanco fino alla mezz'ora, quando il neo acquisto Jovetic ha tentato di dare un cambio di ritmo, cercando la rete con un paio di conclusioni da fuori area. Troppo poco però. L'Aek non si è scomposto, forte della sua identità, nonostante i tanti cambi effettuati da mister Dellas. Nel finale, contro le riserve greche, l'Inter è riuscita a rendersi più pericolosa. Prima Kondogbia, poi il baby Manaj e quindi Miranda hanno sfiorato il vantaggio con Anestis bravo a respingere le loro conclusioni. Poi è toccato all'Aek, con Grontis che davanti ad Handanovic ha sprecato calciando a lato. Il match è finito 0-0, tra i fischi e la delusione dei 13mila tifosi presenti sugli spalti. Ora vedremo le mosse del duo Ausilio-Fassone. Mancini è stato chiaro, servono rinforzi. L'Inter è sembrata ancora un cantiere aperto, e dovranno essere bravi allenatore e dirigenza a dargli un'identità in questi giorni che la separano dall'inizio del campionato.

Insomma l'unica vincitrice è stata la città di Ancona che, dopo anni, è tornata a vedere una grande squadra calcare il prato verde del "Del Conero". A fine gara lo speaker registra la vendita di 13mila biglietti per un "Del Conero" tutto neroazzurro. O quasi, visto che i tifosi greci sulla carta non ci sarebbero dovuti essere ma nei distinti laterali, una decina di scalmanati hanno urlato per tutti i 90 minuti facendosi sentire fino alla tribuna centrale. Stoici. 

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