Giovane Ancona bottega di talenti, Moretti in Nazionale u17: «Lo facevo allenare scalzo»

La Giovane Ancona si conferma bottega di talenti con un anconetano convocato nella nazionale Under17

Gicaomo Moretti

Il settore giovanile della società biancorossa, guidata dal presidente Diego Franzoni, è ormai da diversi anni punto di riferimento per la crescita calcistica di tanti ragazzi, grazie alla collaborazione professionale con l’Atalanta e a uno staff tecnico di primissimo piano, capitanato da mister Sandro Santini. Ultima soddisfazione in ordine di tempo, dopo Giovanni Perini trasferitosi in estate al Sassuolo, è la bella notizia che rimbalza da Roma: Giacomo Moretti, cresciuto nella Giovane Ancona alla corte del decano dei portieri marchigiani Pio Carnevali, ha ricevuto la convocazione della nazionale Under 17. Moretti si è fatto le ossa in biancorosso prima di accasarsi nella Lazio, dove è ora punto fisso delle giovanili biancazzurre.

«Siamo tutti orgogliosi di queste sue prestazioni e presenze importanti - dichiara il Presidente Franzoni - se Giacomo manterrà in futuro la concentrazione e l’impegno che dimostrava già da piccolo con noi, arriverà sicuramente in alto». Per la serie: uno su mille ce la fa. Ma qual è il segreto di Moretti? «Mi ricordo questo ragazzino sorridente, atletico - racconta il suo grande Maestro Carnevali - il papà pallavolista gli aveva trasmesso buona struttura, coraggio, voglia di sudare. Le premesse c’erano, insomma. Non era tanto alto, ma con passione e voglia, ogni giorno cresceva, ancora e ancora. Con Giagnolini decidemmo di dargli piena fiducia. Ed eccolo ora in azzurro! Un trucco per sfondare? No, non c’è. C’è piuttosto una metodologia di lavoro, forse unica, che io applico da anni. Esempio? allenavo Giacomo, e lo faccio ancora oggi coi miei ragazzi, a piedi nudi: sentire il terreno, percepire la stabilità, sperimentare il tuo corpo. Fondamentale. E poi i giochi: inserire in ogni esercizio un gioco, che aiuti il portiere a superare i suoi limiti. Esempio: se io dico al ragazzo semplicemente “tuffati” o “fai una capriola” quello si tuffa, fa anche la capriola, ma la mente gli trasmette l’istintiva paura del gesto fine a se stesso; il gesto viene meno naturale. Se invece metto il gesto tecnico in un contesto di gioco, il piacere del riuscirci fa superare l’istintiva paura, lo spirito di preservazione. Così io insegno da una vita. Ed ecco i risultati: in 25 anni di insegnamento, i miei ragazzi non hanno mai avuto borsiti, problemi alle spalle o tipici malanni da “portiere”. È questa la mia soddisfazione. I miei ragazzi. Come Moretti penso a Barbato e Carnevali, che hanno giocato in Serie D. Lo stesso Giacomo in estate mi viene a trovare, mi manda i suoi video, gli do consigli. Oggi come allora mi ascolta e lavora duro, con un’intensità che ho visto solo nei campioni».

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«Non tutti arrivano in nazionale come Moretti - chiosa Franzoni - e in fondo non è neanche quello il nostro scopo. La Giovane Ancona allena il ragazzo, prima del calciatore. La stessa soddisfazione che mi ha dato Moretti me l’ha trasmessa aualche giorno fa Tommaso Casagrande, un altro portiere che ha giocato con noi. Tommaso è di Senigallia, l’anno scorso alla Giovane Ancona ha trovato poco spazio, ma non ha mollato. È cresciuto tanto grazie ai nostri tecnici, e quest’anno gioca alla grande nella Juniores del Marina, tanto che ha avuto anche tre convocazioni con la Prima squadra. L’anno prossimo punta all’Eccellenza: sarebbe il suo sogno. Il nostro sogno di sentirlo felice è già realizzato».

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