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Di Francisca: «A Tokyo 2020 voglio vincere l'oro per Ettore. Matrimonio? Ci piacerebbe»

Intervistata da noi, sembra più determinata che mai Elisa Di Francisca, la campionessa di scherma di origini jesine diventata di recente neo mamma dopo aver dato alla luce il suo primo genito Ettore

«C’è un maggiore stimolo nella mia vita e nella mia attività perché adesso mi alleno per lui, voglio vincere per lui e dargli un bell’esempio. Adesso sono più desiderosa di vincere la medaglia d’oro nel nome di mio figlio Ettore».

E’ più determinata che mai a fare bene Elisa Di Francisca, la campionessa di scherma di origini jesine diventata di recente neo mamma dopo aver dato alla luce il suo primo genito Ettore, concepito poco dopo l’argento di Rio de Janeiro insieme al suo compagno Ivan Villa. Sono passati appena 8 mesi dal giorno in cui Ettore venne alla luce all’ospedale di Napoli, dove per la Di Francisca, già pluricampionessa di fioretto, si è realizzato il sogno di più grande: quello di diventare madre e vivere così la sua famiglia nella tranquillità di quella che lei ha sempre definito una “vita più normale”.

Ma è davvero così cambiata la sua vita? «E’ cambiata tanto nel senso che è migliorata, è cambiato tutto, anche l’allenamento, i miei orari perché devo dargli da mangiare e ogni cosa che faccio, anche per me, in qualche modo riguarda sempre anche lui. Però ora mi sento più completa». 

E’ cambiato anche l’allenamento, dunque ha ricominciato a lavorare in vista della prossime Olimpiadi di Tokyo 2020? «Bè adesso sto ricominciando, ho ripreso dagli allenamenti più classici che si fanno quando non si tira da parecchio tempo. In pratica ho ricominciato con la preparazione atletica per ritrovare la massa muscolare, tiro con i bambini e faccio allenamenti con il maestro». 

Sarà un’Olimpiade diversa, cosa vede nel futuro? «Tokyo sarà diversa perché sarà un’Olimpiade da mamma, se mi qualificherò ci sarà anche Ettore e sono più determinata oggi rispetto a ieri perché voglio vincere per lui». 

Cosa si aspetta? «Mi aspetto di fare delle gare, di essere competitiva e puntare al massimo».

Una medaglia d’oro dedicata ad Ettore? «E’ quello che vorrei sicuramente»

Che madre è Elisa Di Francisca? «Io direi abbastanza protettiva. E poi cerco di crescerlo all’indipendenza. Cerco di farlo stare con tutte le persone, di fargli vedere quanti più posti possibile, di farlo diventare curioso insomma. Non lo tengo chiuso in una campana di vetro, da quando ha 5 giorni ha cominciato a viaggiare con noi, lascio che entri in contatto con parecchia gente e lo faccio confrontare, per quanto possibile, con persone che vede poco o non conosce. Vorrei fosse un bambino socievole perché non mi piacciono i bambini musoni e viziati. Poi crescerà e troverà la sua strada».

E il matrimonio con Ivan, è ancora un tabù come lei stessa lo aveva definito in passato? «No, non più. Ci piacerebbe sposarci, però quando Ettore sarà un grado portarci le fedi all’altare». 

Si è anche trasferita a Roma, ma non c'è qualcosa che le manca della vita di prima? «No, non mi manca nulla, sono felicissima di essere mamma e, anzi credo mi mancasse qualcosa prima perché avevo sempre sognato una famiglia. A Roma mi trovo bene, non c’è la tranquillità di Jesi, però ho fatto in modo di avere comunque certe comodità  e cerco di spostarmi a piedi il più possibile». 

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