Defiscalizzazione sponsor, Cimino (URA): «Ok, ma aiutiamo anche i tesseramenti»

Il presidente dell'URA commenta la proposta di defiscalizzazione delle sponsorizzazione per aiutare il rilancio dello sport

Foto Facebook - Unione Rugbistica Anconitana

Come annunciato dall’Assessore allo sport Andrea Guidotti e dal Sindaco Valeria Mancinelli, da Ancona partirà la proposta di defiscalizzazione delle sponsorizzazioni sportive. L’iniziativa, con la collaborazione di Anci (Associazione nazionale comuni italiani), mira ad arrivare a Roma per essere discussa in Parlamento. Il presidente dell’ Unione Rugbistica Anconitana Ernesto Cimino ha commentato: « Le sponsorizzazioni  sono uno degli strumenti di autofinanziamento importantissimo per le associazioni/società sportive. Lo stato agevola già tantissimo le associazioni permettendo loro di versare solo il 50% dell’iva incassata e di pagare le imposte solo sul 3% del fatturato. Defiscalizzare queste entrate sia dal punto di vista IVA che IRES ed IRAP è sicuro un aiuto soprattutto per le piccole/medie associazioni che non avendo una grande risonanza a livello locale e non avendo un impianto proprio dove poter promuovere le aziende partner, non riescono ad ottenere sostegno dalle aziende. E, poi, dopo questo difficile periodo per tutte le aziende che avranno di sicuro grandi problemi di liquidità per poter riprendere il proprio ciclo di produttività, non so quali volumi di sponsorizzazioni si potranno generare nel 2020, buono potrebbe essere unire la defiscalizzazione per le associazioni all’ aumentare del livello di deducibilità delle sponsorizzazioni erogate per le imprese». 

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Oltre alla defiscalizzazione, secondo Cimino, ci sono anche altre misure da poter prendere a favore delle società: « Le società sportive dilettantistiche vivono grazie ai contributi degli enti pubblici (Comune-Regione), delle sponsorizzazioni, ma soprattutto dei tesseramenti ed abbonamenti sottoscritti dalle famiglie per i ragazzi. La stagione sportiva 2019/2020 era già avviata quando è iniziata l’epidemia e siamo stati obbligato allo stop di tutte le attività. Le famiglie, nella quasi totalità, avevano già corrisposto il dovuto. Ora le famiglie si trovano anch’esse, come le aziende, in difficoltà perché molti sono in cassa integrazione, alcuni ad orario ridotto, altri stagionali con attività che probabilmente non ripartiranno. La stagione anche probabilmente non ripartirà e le famiglie si trovano ad aver pagato per un servizio di cui non hanno usufruito. Dunque l’aiuto per le associazioni è avere liquidità immediata, senza garanzia e senza burocrazia, che permetta alle associazioni di ripartire con le proprie attività sportive non chiedendo nessun contributo alle famiglie almeno da settembre a dicembre 2020. La liquidità, inoltre, permetterebbe di pagare regolarmente i rimborsi spese agli istruttori anch’essi privi di ogni tutela».  E, in conclusione, arriva anche uno sguardo al futuro da parte del presidente biancoverde: «Si, assolutamente si. Se da una parte, infatti, i ragazzi e gli adulti avranno bisogno di ritrovarsi nel loro mondo sportivo e recuperare il tempo perso cercando di dimenticare o comunque di lasciarsi alle spalle quanto accaduto, dall’altra il mondo sportivo rischia di non farsi trovare se, come prevedibile, mancasse il sostegno delle aziende per i problemi di cui dicevamo prima o, cosa più importante, mancasse il sostegno delle famiglie». 

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