Cus Ancona calcio a cinque, Battistini: «Pronti a chiudere qui la stagione»

Il tecnico della squadra che milita nel campionato i serie B spinge per bloccare tutte le attività sportive compreso il campionato: «siamo svuotati dentro, bisogna farlo per rispetto di tutte quelle morti»

«Scendere in campo a giugno o a luglio per chiudere la stagione non ha senso, se fosse per noi il campionato sarebbe finito qui». A parlare è Francesco Battistini, tecnico del Cus Ancona calcio a 5, formazione che milita nel campionato nazionale di serie B che poi aggiunge: «Il fatto che il blocco di tutte le attività sportive sia stato posticipato al 13 aprile non è stata di certo una sorpresa. Il paese è ancora in piena emergenza legata al diffondersi del Coronavirus. I dati che ci arrivano fanno vedere una piccola luce in fondo al tunnel ma la strada è ancora lunga e tanto incerta. A mio modesto avviso quella del 13 aprile è una data indicativa, ci saranno altri rinvii il che significa che se tutto va bene potremo tornare in campo a maggio o addirittura nel mese di giugno. Qualcuno ci dovrà poi dare modo di fare un minimo di preparazione. A questo punto mi domando se ne vale davvero la pena difronte ad una catastrofe di questo tipo. Il mio timore è quello che che ci saranno problemi anche ad organizzare la prossima stagione sportiva».

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Prosegue raccontando le sensazioni che si percepiscono nella squadra: «I più giovani chiedono informazioni circa la ripresa del campionato più che altro per pura curiosità quelli più grandi invece sono della idea che sarebbe davvero il caso di chiudere la stagione in questo momento evitando tutte queste incertezze anche per rispetto delle tante persone che sono morte. Molti sono preoccupati anche per il lavoro. Non abbiamo voglia di scendere in campo, siamo svuotati dentro, la testa è altrove per non parlare poi della questione sicurezza. Chi ci garantisce un domani che il numero degli asintomatici sia nullo e che si possa giocare un partita o un semplice allenamento senza rischiare di essere contagiati. Per tornare alla normalità serviranno dei mesi ecco perchè sono dell’avviso che forse è davvero il caso di tirare una riga e togliere tutte queste incertezze alle società sportive. Il nostro è un mondo lontano rispetto a quello dorato della serie A di calcio a 11 dove faranno di tutto per tornare in campo anche per il fatto che girano centinaia di milioni di euro». In questi giorni ha avuto modo di confrontarsi con le altre società di calcio a 5 che militano insieme a voi in questo campionato di serie B?« Molti tecnici con i quali mi sento periodicamente sono dell’avviso di dover annullare la stagione sportiva al di là di qualsiasi piazzamento in classifica. Tecnici e dirigenti sono stanchi di questa situazione, molti stranieri in serie B ma anche in serie A sono tornati a casa proprio per paura del contagio. Noi siamo pronti ad accettare qualsiasi soluzione ci venga proposta. Poco conta che eravamo ancora in corsa per il primo posto in classifica, che avevamo già conquistato i playoff e che a marzo avremo dovuto disputare le fasi finali della Coppa Italia un traguardo storico per il Cus Ancona».
 

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