Lunedì, 2 Agosto 2021
Sport

«Campioni dalla testa», coach Bani racconta il segreto della Speciale

Il navigato mental coach della campionessa anconetana di windsurf ha svelato la particolare preparazione a cui è stata sottoposta nelle Olimpiadi giovanili poi vinte a Buenos Aires

Giorgia Speciale con il mental coach Gabriele Bani

Allenare la testa, prima del corpo, per primeggiare e vincere. Può essere sintetizzato in questo modo, molto spicciolo, il credo del mental coach anconetano Gabriele Bani che tra le sue collaborazioni più importanti vanta sicuramente quella con la campionessa dorica di windsurf Giorgia Speciale. Nelle Olimpiadi giovanili vinte a Buenos Aires, nel trionfo della Speciale c’è molto di Bani e come raccontato dallo stesso tecnico le convinzioni affioravano già da molto prima del trionfo effettivo:

«Quando Giorgia vinse l’oro olimpico giovanile la preparazione fu meticolosa tanto da permettere all’atleta di arrivare all’evento con una sicurezza, centratura e tranquillità di altissimo livello. L’ho vista crescere giorno dopo giorno e posso affermare con certezza che già nel momento in cui prese l’aereo per l’Argentina eravamo consapevoli che sulla medaglia ci fosse già pronto il suo nome. Quando si parla di componente mentale si parla di persona nella sua interezza, integrità. Sono otto le macroaree da tenere in considerazione, nella fattispecie il focus mentale, la gestione del tempo, la creazione di obiettivi, lo sviluppo di convinzioni, la gestione emotiva, la comunicazione efficace, il dialogo interno, la voglia di premiarsi e il ragionare sull’ecologia che altro non è che la ricerca della vita piena per formare una carriera più solida possibile».

In sostanza quanto, nella crescita di uno sportivo, è importante la figura del mental coach? «Dobbiamo essere bravi ad incidere al massimo nella sua vita senza essere presenti in modo assillante. L’atleta deve essere lasciato libero e autonomo con degli strumenti a disposizione. A livello mondiale quella del mental coach è una pratica diffusa a livello professionistico, qui in Italia dobbiamo ancora crescere. Gli sport più interessati sono quelli individuali ma personalmente collaboro anche con tennisti, nuotatori, calciatori, cestisti. Siamo lungo una strada da percorrere con dei benefici tangibili a tutti i livelli».

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