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Vigor, la capolista affila le armi. Clementi: «Soddisfatti, ma non appagati»

La squadra senigalliese chiude l'anno al comando del torneo di Eccellenza. L'allenatore rossoblu indica la strada da intraprendere nel 2022: «Servirà lavorare ancora più duramente, per dare ulteriore valore agli sforzi fatti finora e non vanificare quello di buono è stato già fatto»

In un torneo che settimanalmente regala sorprese e scalfisce sicurezze, all’insegna di un equilibrio che ricalca quello preventivato alla vigilia del calcio d’inizio, la Vigor Senigallia rappresenta al momento una delle poche certezze, immune al dinamismo di una classifica ancora non completa – causa rinvii per Covid – ma che fa registrare nel borsino delle azioni continue oscillazioni, tanto nella zona calda quanto nei piani alti. Merito della continuità di rendimento, certificata dalle otto vittorie e dai sette pareggi in quindici uscite che le fanno mantenere l’imbattibilità in campionato, ed anche di una ritrovata solidità difensiva che fa il paio con il miglior attacco della categoria (28 centri).

«Anche se ultimamente siamo meno efficaci in fase offensiva – puntualizza il mister Aldo Clementi – ma a volte la ricerca di un equilibrio, in questo senso, finisce con l’accorciare la coperta: perché la maggior attenzione alla fase difensiva può magari rendere meno abbondante il numero di occasioni nitide costruite per segnare, sebbene il gol non sia stato finora un problema, assolutamente. La miglior solidità è il frutto di un lavoro organico, di squadra, lo stesso che ci ha portato ad essere efficienti in fase offensiva, di certo non arriva dal tocco di una bacchetta magica che nessuno ha. Ed ora il gruppo sta recitando in campionato la parte per cui è stata allestito, ovvero essere protagonista. Il fatto di essere da parecchie settimane in testa è motivo di grande soddisfazione ed è una conferma della bontà delle scelte fatte: è un primo posto che abbiamo conquistato e finora difeso con carattere, senza che nessuno ci regalasse nulla».

Rispetto ad inizio torneo, è anche cambiata la prospettiva da cui si osserva la classifica. Scalare una montagna e piazzare la bandiera in vetta richiede infatti uno sforzo minore rispetto al difendere la posizione acquisita dall’attacco di chi insegue. Ed in questo senso, il tecnico della Vigor è consapevole che servirà un ulteriore step nel percorso di crescita della formazione senigalliese al fine di conservare quello che è stato conquistato.
«E’ normale, perché non siamo perfetti – conferma – e perché sentirsi appagati è un rischio concreto, specie quando si affrontano squadre che hanno ambizioni ed obiettivi differenti. In questo, l’andamento del campionato dà settimanalmente dei campanelli di allarme, perché gli avversari che si incontrano hanno qualità e doti che la classifica non premia. Servirà giocare con personalità e maturità, affilare le nostre armi e soprattutto fare di necessità virtù quando infortuni, squalifiche, e la spada di Damocle del Covid non ci permetteranno di presentarci in campo con la migliore formazione. Personalmente sono orgoglioso dei ragazzi e di quanto fatto finora, ma arrivati a questo punto bisognerà lavorare ancora più duramente per dare ulteriore valore agli sforzi fatti finora, per non vanificare quello di buono è stato già fatto. Essere una grande squadra, in fondo, significa anche non accontentarsi ed oltrepassare quell’asticella che si alza».

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