Calcio

Osimo Stazione, il match che vale una stagione. Michettoni: «Stiamo bene, ma sarà dura»

I biancoverdi affronteranno in casa il Villa San Martino nello spareggio play-out, che mette in palio la permanenza in Promozione. La miglior posizione di classifica avvantaggia i "ferrai", a cui basterà un pareggio per salvarsi

Tutto in 90’. O in 120, se persistesse la parità dopo i tempi regolamentari. La logica dei play-out, d’altronde, è questa: un intero campionato ad inseguire una salvezza appesa adesso ad una sfida in cui ne resterà una sola, con l’altra condannata alla Prima Categoria. Sarà così a Mondolfo, nel match che vedrà i padroni di casa dell’Atletico ospitare l’Olimpia Marzocca, e sarà così al “Bernacchia”, location dello spareggio tra Osimo Stazione e Villa San Martino.

Le sensazioni a pochi giorni dalla partita?
«Principalmente, attesa. Sono situazioni molto cariche dal punto di vista emotivo – spiega Marco Michettoni, tecnico dei “ferrai” – e quindi peserà anche saper gestire questa tensione, ma questo è il bello ed il brutto di chi deve giocarsi una finale, perché questa in fondo è come se lo fosse anche se non ci sono trofei in palio. Il bello perché ci sarà la voglia di dare concretezza a tutti gli sforzi fatti per restare in Promozione, ed una cornice di pubblico all’altezza dell’importanza che riveste l’appuntamento, ma poi effettivamente il pensiero va anche al lavoro portato avanti dal gruppo in un intero anno che si riduce ad un solo incontro. Certo, quanto fatto in precedenza in tanti mesi non è che si cancella, ma alla fine conta l’epilogo di un match».

L’Osimo Stazione come ci arriva?
«Direi bene. Di otto vittorie complessivamente conquistate in stagione, quattro sono arrivate nelle ultime sei giornate, un segnale che si sta attraversando un momento positivo. Ma la squadra che ho ereditato a fine marzo era comunque stata ben allenata, atleticamente i ragazzi erano in ottime condizioni: mancava fiducia per via dei risultati che non arrivavano, quello sì, non certo la voglia di lavorare e di impegnarsi. Tutti si sono messi a disposizione, denotando anche spirito di sacrificio: così, è stato più semplice uscirne. Anche se manca ancora un ultimo sforzo».

Determinanti i gol di Nanapere, dopo un periodo di digiuno.
«E’ di un’altra categoria, questo è chiaro. Poi ci sta che abbia incontrato delle difficoltà, un momento complicato che è una cosa con cui gli attaccanti devono fare i conti. Ma personalmente lo ritengo un lusso per queste categorie, per le qualità tecniche, senza contare un modo di comportarsi sempre impeccabile».

Il Villa San Martino?
«L’avversario peggiore che ci potesse capitare, e non è la classica frase che si dice in circostanze come queste. Per un girone e mezzo stava in una posizione tranquilla, che è peraltro quella che rispecchia il valore di una squadra con tanti giovani interessanti ed alcuni elementi di comprovata esperienza. Poi sono calati e si sono ritrovati giù, in zona play-out. Ma hanno qualità, non sarà semplice».

I due risultati utili vi agevolano...
«Se ci mettiamo nei panni dei nostri avversari sì, è un vantaggio per noi. E lo sarebbe stato ulteriormente nei novanta minuti. Con l’appendice dei supplementari, entrano in gioco altre variabili: la stanchezza, dettata anche dalla temperatura elevata, la scarsa attitudine a giocare sui 120 minuti. Vale per tutte e due, ma è chiaro che se devi difendere un risultato, la fatica magari può farti perdere lucidità e potresti essere soggetto all’errore che compromette la partita. Per questo non dovremo accontentarci: occorre giocare per vincere, senza pensare che per salvarsi andrebbe bene anche il pari».

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