Lunedì, 22 Luglio 2024
Calcio

Luciano Spalletti campione d'Italia a Napoli: quando l'Ancona fu il suo...talismano

Nel curriculum del tecnico toscano anche un'esperienza in biancorosso, nel campionato cadetto 2001/2002, in cui pilotò i dorici all'ottavo posto prima di spiccare il volo in serie A e cominciare a collezionare successi in Italia ed in Russia

E’ l’allenatore del momento. Quello che ha condotto il Napoli ad uno storico successo nel campionato italiano, il terzo nella sua storia, squadra con il quale ha messo in mostra un calcio tra i più belli dell’intero continente. Ma Luciano Spalletti, che per la prima volta nella sua carriera si è cucito sul petto lo scudetto, ha avuto anche dei trascorsi...anconetani, avendo guidato i biancorossi nel girone di ritorno della stagione 2001/2002. Il mister toscano arrivò in riva all’Adriatico a dicembre 2001: si era già reso protagonista di un’entusiasmante cavalcata con l’Empoli, portato con due promozioni consecutive dalla C1 alla massima serie, conquistando la salvezza nella stagione del debutto in A, a cui avevano fatto seguito due esperienze amare con Sampdoria e Venezia, oltre ad una breve parentesi di fine anno con l’Udinese.

Libero da vincoli contrattuali, Spalletti decise pertanto di rimettersi in gioco nel torneo cadetto, accettando la sfida di prendere in corsa una squadra, l’Ancona, raccogliendo l’eredità di Fabio Brini. I dorici, dopo una partenza lanciata (18 punti nelle prime nove gare, tra le quali spicca anche il successo al San Paolo di Napoli), si infilano in una spirale negativa con una serie di otto sconfitte – con l’unica luce rappresentata dal 2-1 interno con la Pistoiese – e sono chiamati ad invertire il trend al più presto. L'avvio del nuovo corso con il nocchiere di Certaldo in panchina è timido (tre pareggi e tre sconfitte nelle prime sei), ma a fine febbraio i biancorossi decollano: prima fermano in casa la capolista Como, poi mettono in cassaforte 15 punti in sei gare, togliendosi anche la soddisfazione di espugnare due volte in otto giorni il “Ferraris”, battendo prima il Genoa 2-1 e poi la Sampdoria con un rotondo 3-0.

Spalletti si congederà a fine stagione con il club dorico con otto vittorie, cinque pareggi e sette sconfitte, con un coefficiente punti/partita di 1.45 ed un lusinghiero ottavo posto finale. E la breve, ma positiva esperienza ad Ancona risulterà essere un...portafortuna per il mister toscano: arriveranno tre stagioni all’Udinese, con cui debutterà in Coppa Uefa, il quadriennio alla Roma che regalerà due Coppe Italia consecutive e la trionfale campagna di Russia, con il triplete nazionale (Campionato, Kubok Rossii – l’equivalente della nostra Coppa Italia – più la seguente Supercoppa) timbrato al suo primo anno da timoniere dello Zenit San Pietroburgo. Rientrerà in Italia, scegliendo Roma: il tempo di centrare i record di punti (87) e di reti segnate in una singola stagione (90) nella storia giallorossa, superando Nils Liedholm e Fabio Capello, per poi firmare per l’Inter riportando i nerazzurri in Champions League dopo 7 anni di assenza. Quindi, il capolavoro costruito a Napoli, in una stagione che lo ha visto anche conquistare il record di allenatore con più partite vinte nella storia della Serie A nell'era dei tre punti a vittoria.

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