Sabato, 13 Luglio 2024
Calcio

La riforma dello "Ius Soli Sportivo": anche l'Ancona Women Respect si unisce al dissenso

Le nuove normative rendono più difficoltoso il tesseramento di minori stranieri residenti in Italia, per cui occorreranno non solo documentazioni aggiuntive, ma in alcuni casi anche l'ok di una commissione della Figc nazionale

Si leva forte anche da Ancona il coro di dissenso riguardante l’abrogazione della legge numero 12 del gennaio 2016, meglio conosciuta come lo “Ius Soli sportivo”. Una scelta oltremodo penalizzante per tutte quelle società che attingono dal serbatoio delle giovani promesse del calcio, e che ora si trovano a dover fronteggiare un passaggio supplementare – e, vista la burocrazia, oltremodo dispendioso in termini di tempo – per poter tesserare i minori stranieri residenti in Italia. Nel capoluogo, il caso specifico riguarda l’Ancona Women Respect, che ha fatto dell’inclusione una delle sue bandiere, spiazzata dalle nuove normative che rischiano di ostacolare il lavoro effettuato in tanti anni e che ha permesso a molte ragazze non italiane di vestire la casacca biancorossa.

Il nuovo iter previsto dalla legge

Lo “Ius Soli Sportivo” permetteva agli atleti minori, di almeno dieci anni e residenti in Italia, di potersi tesserare nelle società sportive adottando la medesima procedura prevista per i loro coetanei italiani. Se si eccettuano alcuni casi, catalogabili come eccezioni alle nuove regole (che contemplano, ad esempio, un programma di scambio studentesco che riguarda il giocatore, o un trasferimento da un altro stato della UE da parte di un’atleta che ha già compiuto 16 anni, oppure la vicinanza del confine tra i due stati dove il minore vive e dove il club che lo tessera ha la sua sede), il discorso diventa ora oltremodo complicato. Per chi non ha raggiunto i 14 anni di età, servirà infatti allegare una documentazione comprendente il certificato di nascita e la frequenza di almeno un anno nelle scuole italiane. Con l’ulteriore problematica costituita, in determinati casi, dall’approvazione non più del comitato regionale di riferimento, ma di una apposita commissione minori della Figc nazionale. Che, in considerazione dell’elevato numero di richieste pervenute, potrebbe dilatare i tempo per l’ok all’inserimento nelle liste dei tesserati del club.

La posizione dell’Ancona Women Respect

La nuova riforma ha già prodotto i primi effetti, come nel caso della squadra emiliana del Progetto Aurora (con sede a Reggio Emilia), obbligata a ritirare la sua squadra dal campionato dilettanti, visto che le documentazioni relative al tesseramento di otto atleti extracomunitari mandate come di prammatica al Comitato Regionale, sono state respinte. E dovranno, in base ai regolamenti ora vigenti, passare per Roma.

«In sostanza le pratiche tornano ad essere gestite nella Capitale – spiega la presidente dell’Ancona Women Respect, Silvana Pazzagli – in un ufficio che si occupa di tutte le pratiche a livello nazionale, e questo costituisce un intoppo non di poco conto». C’è poi una delle “mission” del club biancorosso, ovvero l’integrazione utilizzando proprio il calcio femminile come strumento di inclusione: un progetto che passa anche attraverso l’inserimento di minori profughi arrivati con le navi umanitarie. «Ci sono ragazzine che hanno avuto la fortuna di essere accolte da famiglie anconetane: ci chiamano e ci contattano per sapere come fare – dice la presidente – per avere la possibilità di approcciare all’attività sportiva, per cominciare a giocare». C’è però questo nuovo iter che, al momento, rischia di rendere complicato tale processo di avvicinamento allo sport, ed il lavoro di tanti sodalizi desiderosi solo di unire, in un campo di calcio, quella multietnicità che fa già parte del quotidiano e che ha proprio nell’attività sportiva un veicolo di coesione.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

La riforma dello "Ius Soli Sportivo": anche l'Ancona Women Respect si unisce al dissenso
AnconaToday è in caricamento