Domenica, 14 Luglio 2024
Calcio

Fenucci, come un ritorno a casa. «Emozionante essere qui»

Il neo tecnico della Castelfrettese parla della sua trentennale attività di allenatore e della grande voglia di aprire un nuovo ciclo con il club biancorosso

Trentanni da allenatore sono tanti. Ma il richiamo della panchina per Gianluca Fenucci è ancora forte, e lo è ancora di più se il posto a lui riservato è su quella della Castelfrettese, a riprova che si torna sempre dove si è stati bene. Non è ancora tempo di chiudere il bilancio della sua attività di mister, perché la voglia di aprire un ciclo con la formazione biancorossa è parecchia. Però, riavvolgendo il nastro della memoria, c’è spazio per tanti ricordi piacevoli.
«Ricordi tanti – conferma – e moltissimi positivi anche quando magari l’avventura non si è conclusa come avrei voluto. Facile dire che da allenatore citerei l’esperienza al Settempeda, quella in D al Monturano quando arrivammo quinti battendo due volte la Samb, quella a Civitanova, a Tolentino...Jesi è invece un discorso a parte, perché sono stati probabilmente gli anni più belli, dove con me c’era Augusto Bonacci con cui ho condiviso anche il mio percorso qua a Castelferretti. E poi Chiaravalle, in campo e successivamente in panchina: è la mia città, dove ho vinto la Coppa Italia d’Eccellenza. Tutte cose che mi porto nel cuore e in qualche foto che ora magari si è un po’ ingiallita»

Come è cambiato il calcio a distanza di tanti anni?
«E’ cambiato perché a cambiare sono state le persone. In alcuni casi è migliorato, mentre mi piacciono molto meno alcune degenerazioni, legate ad esempio al proliferare di tante gente che ruota attorno a questo mondo anteponendo a tutto l’interesse economico. Però mi piace pensare che ci siano ancora ambienti sani, dove predomina quello che è l’aspetto un po’ più...romantico di questo sport».

Ritorni a far parte a distanza di tempo della famiglia della Castelfrettese...
«C’è sempre emozione – dice il tecnico – e anche qualcosa in più. Castelfrettese per me è sinonimo di affetto, richiama momenti belli della mia carriera, e mi ha fatto ritrovare tante persone che conoscevo ed a cui mi legava un sincero rapporto di stima e di amicizia. Direi che è la piazza che più suscita in me qualche brivido, e siccome al momento vivo soprattutto di questo, accettare questo incarico è stato per me naturale. Certo, poi c’è la componente calcistica, ma a livello emotivo, sebbene ci siano diverse realtà a cui sono restato legato, sono felice della scelta fatta».

Una Promozione che mancava da tanti anni, in una società che ha comunque frequentato palcoscenici ancora più importanti. Con quali prospettive la Castelfrettese si riaffaccia a questa categoria?
«Adesso bisogna stare con i piedi per terra – dice il mister – anche se parliamo di un club blasonato a livello regionale ed in grado di disputare tornei prestigiosi, come ad esempio la Serie D. Bisogna capire che questa Promozione va mantenuta, almeno in questo primo campionato. Però il calcio e più in generale lo sport è fatto per sognare, quindi non sarebbe giusto “tarpare le ali” a chi vorrebbe una squadra protagonista anche in categorie superiori. Corretto pensare positivo e puntare in alto: quello che mi piace è che c’è sintonia con la dirigenza nei movimenti di mercato, perché sarà una rosa con tanta gioventù ma anche con elementi esperti con Sampaolesi e Brunori che hanno subito sposato la nostra causa. Un po’ come ho fatto io, basandomi sulle motivazioni e sul progetto che mi è stato presentato».

Piazze illustri, tanti derby: che Girone A sarà?
«Quando giochi un campionato dove ci sono squadre come Biagio, Fabriano, Marina, con tante nobili del calcio marchigiano, viene da pensare che sarà una Promozione che si avvicina molto all’Eccellenza. Sarà tanto affascinante quanto difficile, pieno di partite da giocare col coltello tra i denti e tanta determinazione».

L’arrivo in Promozione ha preso forma dopo una grande cavalcata in Prima Categoria...
«Bisogna fare i complimenti a Yuri Bugari che è stato il condottiero della squadra, ed alla società che gli ha messo a disposizione una rosa importante. Mi sono tenuto informato, ho visto qualche video, ma non ho avuto modo di seguirla molto dal vivo: direi che è un risultato notevole tenuto conto della concorrenza, perché sono finite dietro squadre con organici dello stesso livello se non addirittura migliori, come ad esempio Filottranese e Sassoferrato. Poi, quando vinci vuol dire che tutte le componenti sono finite nel posto giusto, si è creato un mosaico perfetto: e quando si scalano categorie e si vince così, vuol dire che il lavoro svolto è stato perfetto sotto tutti i punti di vista».

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Fenucci, come un ritorno a casa. «Emozionante essere qui»
AnconaToday è in caricamento