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Lunedì, 15 Aprile 2024
Calcio

Di Massimo, idee chiare: «Niente proclami, testa alla Fermana»

Il numero dieci biancorosso mette subito in archivio il successo contro la capolista: «Non abbiamo ancora fatto niente, ma con questa società, con questa tifoseria, si può davvero programmare qualcosa di importante»

I bambini stravedono per lui. Sarà per i gol messi a segno (sette finora), gli assist, e quella maglia numero dieci sulle spalle. Una casacca pesante, indossata, solitamente, dai giocatori più talentuosi e creativi. Quelli in grado di spostare gli equilibri di una partita per un verso o un altro, grazie ad un tocco morbido, un passaggio geniale o un calcio piazzato. Alessio Di Massimo, ha saputo pizzicare le corde giuste di tanti tifosi. Supporters che, quando lo vedono muoversi in campo, sognano la stoccata vincente. I ragazzini, come scrivevamo sopra, sono i sostenitori più accaniti. Lo cercano sui social, vogliono incontrarlo al campo di allenamento per una foto o per una maglia. Alessio ha un debole per loro, rimane colpito da questo affetto travolgente e come può, cerca di accontentare tutti.
«Ad Ancona sto veramente bene – ha detto - ma lo sapevo che mi sarei trovato a mio agio. Con questa società, con questa tifoseria, si può davvero programmare qualcosa di importante. C’è voglia di emergere, di crescere, ma soprattutto ho notato tanta maturità. Il pubblico che ci segue sa leggere le situazioni, comprende. Sì, la strada è quella giusta. Non so dove potrà portarci, ma noi ci siamo. L’ambiente è compatto, ingrediente fondamentale per conquistare i risultati».

Alessio, raccontaci di te…
«Fin da piccolo avevo sempre il pallone tra i piedi, sognavo di fare il calciatore. Segnavo soprattutto, anche in garage quando improvvisavo partite con mio cugino. Attraverso gol e prestazioni, a diciannove anni nell’Avezzano, sono finito nel mirino della Juventus. Avevo fatto 17 reti in Promozione, 14 in Eccellenza, 5 in 12 presenze in D. Prima di una partita mi dissero che da Torino avevano mandato un osservatore della Juve. Ero emozionatissimo, giocai bene ma sbagliai clamorosamente un gol a porta vuota. Pensai di aver perso l’occasione della mia vita, invece mi portarono comunque in bianconero. Venni aggregato alla Primavera, esperienza bellissima. Non ho mai visto calciare nessuno come Pogba, mostruoso davvero. Il mio allenatore era invece Fabio Grosso, le sue capacità erano sotto gli occhi di tutti. Difatti sta facendo molto bene e probabilmente porterà il Frosinone in Serie A».

Tra i ricordi più dolci resta la vittoria del torneo di Viareggio?
«Con un mio gol peraltro. Lo segnai al Palermo nell’ultimo quarto d’ora di partita dopo essere entrato dalla panchina. C’è chi sostiene che ho perso un treno importante dopo essere stato alla Juventus. In realtà non lo penso, perché dopo aver girovagato per l’Italia, sono sicuro di essere salito a bordo su un convoglio giusto. Ancona è una tappa affascinante, inoltre sono ancora giovane posso ancora dire la mia a tutti i livelli».

Che momento sta vivendo l’Ancona?
«Siamo felici per aver superato la Reggiana, ma non abbiamo fatto ancora niente. L’Ancona deve affrontare il campionato serenamente, con la consapevolezza e la tranquillità necessaria per superare ogni ostacolo. La proprietà è ambiziosa, non vogliamo deludere le attese. I proclami non ci piacciono, li lasciamo fare ad altri. Pertanto, testa alla Fermana e che sia un bel pomeriggio di sport».

E tu Alessio, come stai?
«Ho voglia di esultare con i nostri tifosi, mi auguro che questo momento possa arrivare presto».

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