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Castelfidardo-Fano, derby ad alta intensità emotiva

Sfida al "Mancini" tra formazioni rinnovate nell'organico e reduci da una settimana delicata, col cambio di guida tecnica per i padroni di casa e la contestazione all'indirizzo del presidente della società granata, con scritte offensive sui muri dello stadio fanese

La sfida del “Mancini” tra Castelfidardo e Fano cade in un momento particolarmente caldo nella stagione delle due squadre. Da una parte i biancoverdi, che nel corso della settimana hanno cambiato timoniere – da Manoni a Mangiapane – ed inserito nuove pedine nello scacchiere (l’ultima delle quali è il senegalese Faye Moussa, che si va ad aggiungere a Souleymane Camara, Mattia Palombo e Manuel Fioravanti). Dall’altra i granata che, oltre ad operare sul mercato – cinque i nuovi arrivi: Gianmarco Stefanelli, Lorenzo Trillò, Matteo Pantaleoni, Mattia Pensalfini e l’argentino Nicolàs Czornomaz – hanno dovuto fare i conti con le scritte offensive apparse sui muri dello stadio all’indirizzo del presidente Mario Russo, che dopo aver annunciato via social la volontà di passare la mano, ha infine deciso di restare in sella. Tanti temi, inevitabile tensione legata alla posta in palio importante per ambedue le squadre e la consapevolezza che, in questo derby, ci siano non solo punti, campanile e morale in ballo, ma anche l’occasione per operare quella brusca inversione a U fondamentale per cominciare a risalire in classifica.

«C’è da lavorare – sono le parole del neo tecnico biancoverde – con del materiale che reputo ottimo, a me piacciono le sfide quindi ho accettato la proposta molto volentieri. Il morale dei ragazzi non era molto alto ma questo è normale dopo un cambio di allenatore con cui si è lavorato da mesi, ma in questi giorni abbiamo cercato di ritrovare l’entusiasmo nelle sedute di allenamento, che sicuramente dovrà crescere anche con il conforto dei risultati. Modulo? Non ce n’è uno particolare a cui faccio riferimento, dipenderà anche dall’avversario che ci troveremo di fronte. Per quello che riguarda il mercato, cercheremo sicuramente tra gli svincolati giocatori che abbiano voglia di sposare questo progetto, mettendosi al servizio del Castelfidardo ed affrontando questa avventura con le giuste motivazioni. Chi non è disposto a gettare il cuore oltre l’ostacolo non credo faccia al caso nostro, perché per raggiungere gli obiettivi prima ancora di tecnica e qualità servono grandi uomini».

«E’ stata una settimana in cui si è generato parecchio trambusto – afferma l’allenatore del Fano, Raimondo Catalano – ma nonostante queste situazioni che si sono venute a creare la squadra si è sempre allenata bene, ha saputo fare quadrato e la società è stata presente. Per cui non vanno cercati alibi in nessuna maniera. Siamo reduci da gare in cui siamo riusciti ad esprimere un buon livello di gioco per un tempo, per cui sarà necessario allungare a 60, 70 minuti la qualità della nostra prestazione, fermo restando che di fronte ci sono comunque gli avversari, a cui è fisiologico concedere qualcosa perché in campo non giochiamo da soli. Per quello che riguarda il Castelfidardo, il cambio di allenatore e l’innesto di alcuni nuovi elementi non ci permette di fare un’analisi approfondita. Ma le sue caratteristiche di base non cambieranno: sono una squadra di corsa, con grande spirito, e dovremo prepararci a controbattere adeguatamente. E’ uno scontro diretto – conclude il mister – importante ma non decisivo perché non si può pensare di risolvere la situazione nel giro di una o due partite. Il torneo è ancora lungo: servirà continuità, di prestazioni e di risultati, per uscirne fuori».

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