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Venerdì, 14 Giugno 2024
Calcio

Caos iscrizione Ancona, il popolo biancorosso tra delusione e rabbia: «Tifosi e città non meritano tutto questo»

L'amarezza del popolo biancorosso accorso in massa nella zona della sede della società, location della corsa contro il tempo effettuata da società (ed istituzioni) per iscrivere la squadra al prossimo campionato di LegaPro

ANCONA – La rabbia, la frustrazione sono come un fiume in piena. Travolgono tutto, anche chi è là fuori a dare testimonianza dell’amore di una tifoseria col fiato sospeso per le sorti della società, colpevole solo di voler mostrare e raccontare quanto la piazza sia attaccata, vicina alle vicende di una realtà che già tante, troppe volte ha fatto inghiottire bocconi amari. Resta lì, la tifoseria, aggrappata ai cancelli della struttura di via Schiavoni aspettando un cenno, una notizia. In rigoroso silenzio, solo il sottofondo delle chiacchiere di chi ricorda come questa situazione costituisca un deja-vu, viste le mancate iscrizioni degli anni passati.

Qualcuno che si sfoga, comunque c’è. E ripercorre le vicende stagionali. Chiede di mantenere l’anonimato, ma la sua è una disamina lucida. «Errori, su errori, li stiamo pagando tutti. Ci hanno chiesto pazienza, ci hanno parlato di stagione di transizione, di progetti ambiziosi, di centro sportivo. Tante belle parole e adesso eccoci qui, a sperare che qualcuno ci salvi. Ma anche se accadesse un miracolo, che prospettive avrà il calcio qui? Hanno sempre detto tutti che questo pubblico è da categoria superiore, che meritava di più. Ed è questo quello che meritiamo adesso? Non sapere nemmeno se la squadra verrà iscritta?».

«Via tutti, basta!», affonda un altro che passa lì vicino. «Non è più possibile, la gente di Ancona è stanca. Questa non è solo una squadra, è una patrimonio della città, con oltre cento anni di storia: non è possibile vedere certe umiliazioni come restare in sospeso senza sapere quale sarà la fine di questa storia. Siamo passati da una conferenza stampa in cui si parlava di lavorare per salire di categoria, a correre il rischio di non essere ammessi perché gli stipendi non sono arrivati. Il limite è stato oltrepassato».

Dopo la mezzanotte, complici anche le indiscrezioni che giungono anche scrollando lo schermo degli smartphone, si accende un barlume di luce. A ridosso della deadline arriva la schiarita legata al versamento degli emolumenti ai tesserati restati in sospeso. Ma non basta. A garantire la presenza nella griglia della prossima LegaPro (si dovrà, a riguardo, esprimere la Covisoc) ma anche a stemperare quel clima di tensione venutosi a creare. Qualcuno sale in macchina e prende congedo, altri si fermano a parlottare. A colpire, la “chiosa” di un tifoso che sale su un motorino: «Ma quand’è che ritroveremo un po’ di serenità? Quando potremo solo tifare i giocatori senza stare con l’incertezza per tutto il resto?». Domanda che probabilmente si pongono in tanti, ma a cui in questa notte probabilmente nessuno è in grado di dare una risposta.

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