Calcio

Bazzucchi ed un Sassoferrato Genga da scoprire: «Lavoriamo per trovare la nostra identità»

Il tecnico biancazzurro al lavoro per preparare la sfida di sabato a Loreto: «La Promozione marchigiana ha un tasso tecnico elevato, ed ogni partita nasconde tante insidie»

L’arrivo in una nuova realtà societaria richiede una fisiologica tempistica per acclimatarsi. Nel caso di Lorenzo Bazzucchi, nuovo allenatore del Sassoferrato Genga, a dover essere...scoperto è anche il torneo di Promozione marchigiano, per lui che nel panorama dei Dilettanti della sua Umbria ha già dimostrato di saper primeggiare (salendo in Eccellenza nella stagione 2018/2019 alla guida del Gualdo Casa Castalda) ed arriva nelle Marche con l’intenzione di fare altrettanto bene.
«Il campionato di Promozione marchigiano mi è sempre stato descritto con un tasso tecnico più alto rispetto a quello dell’Umbria – dice il mister – ed effettivamente andando a guardare qualche partita di Coppa ho visto formazioni ben strutturate, organizzate, con alcune individualità di spicco. Anche la Vigor Castelfidardo, con cui abbiamo esordito sabato scorso, mi ha positivamente impressionato, e ne è scaturito un pareggio giusto alla luce di quanto visto nell’arco dell’intera gara. Ed è un risultato che infonde ottimismo, considerando che siamo...nuovi e stiamo percorrendo una strada che ci farà trovare la nostra identità di squadra».

Intanto, dopo il primo match casalingo, arriva il momento della prima trasferta, che vedrà il Sassoferrato Genga impegnato in quel di Loreto
«Ripartiremo dalle cose positive che abbiamo fatto nella prima partita – spiega Bazzucchi – soprattutto nel secondo tempo. E giocheremo a viso aperto, prestando ovviamente attenzione alla fase difensiva ma provando ad imporre il nostro gioco, perché a me non piace una formazione troppo attendista che predilige la fase di non possesso. Credo che una buona organizzazione in campo possa essere una delle chiavi per trovare continuità di risultati, che è quello che serve in un campionato così lungo e competitivo, che probabilmente avrà una classifica che resterà sempre piuttosto corta».

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