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Domenica, 23 Gennaio 2022
Calcio

Tutti fermi, ma il Moie gioca. Rossi: «Come la serie A»

Il tecnico della formazione rossoblu commenta il curioso caso del Moie Vallesina, che a campionati sospesi giocherà due recuperi nel breve volgere di quattro giorni

L’interruzione dei campionati non ferma completamente la macchina dei dilettanti. Il calendario, durante la sosta, prevede infatti lo svolgimento dei match già rinviati per Covid, voluto per snellire – al momento della ripartenza – il numero delle gare restate in sospeso e ricominciare così la seconda parte del torneo con la prima definitivamente agli atti. Scelta che desta perplessità, non elevate al rango di veri e propri malumori, perché il pensiero comune resta quello di proseguire e portare a termine la stagione. Ma ciò non toglie che andare in campo, ora, rappresenti una stonatura nello spartito suonato, visto lo stop che riguarda non solo i tornei regionali, ma anche una parte di quelli nazionali.

«Giochiamo, perché rispettiamo le decisioni prese adeguandoci – commenta Matteo Rossi, allenatore del Moie Vallesina che domani sarà di scena al “Longarini-Lucchetti” di Mondolfo, nel match contro l’Atletico Mondolfo Marotta valevole per il recupero della quattordicesima di andata – ma viene da chiedersi se ci sia una logica nel far scendere in campo i giocatori quando, per problemi legati alla pandemia, il regolare svolgimento delle partite è sospeso. E’ comprensibile, senza dubbio, la scelta di recuperare incontri per non sovraccaricare il calendario nell’immediato futuro, ma non si capisce perché un’intera giornata no e invece i recuperi sì, visto che le difficoltà ed i potenziali rischi non ci sono solo nei turni regolarmente previsti dal calendario, ma anche nei match che sono stati spostati. Curioso che a giocare siamo noi ed una parte dei professionisti: con due gare in quattro giorni, in piena quarta ondata, ci sentiamo un po’ una squadra di serie A!».

Infatti il Moie si troverà in quattro giorni a disputare due gare, perché mercoledì sera sarà ancora campionato, stavolta in casa con il Villa San Martino valevole per la giornata numero quindici. Doppio impegno, che ovviamente, dovrà essere affrontato superando anche le problematiche legate al virus, che accomuna praticamente tutte le formazioni.
«E’ così per tutti – conferma Rossi – ma in questa esplosione di contagi il “mal comune mezzo gaudio” non è tutta questa consolazione. Al momento abbiamo quattro positivi, Canulli e Api hanno fatto la visita post-Covid ma sono fermi da venti giorni, Colombaretti e Bentivoglio sono a posto ma attendono i test per l’idoneità mentre Trudo si è appena negativizzato e sta facendo qualcosa individualmente per non perdere completamente la forma fisica. Perché oltre alle tempistiche tecniche legate alla visita necessaria per poter ricominciare l’attività, c’è anche quel processo di riatletizzazione fondamentale per chi è stato costretto dall’infezione a stare fermo a casa. La cosa più importante è che chi è positivo è solo pauci-sintomatico, e gli altri che l’hanno avuto stanno tutti bene. Non è poco».

A proposito di recuperi, ci sarà poi da lavorare sulla ricollocazione delle partite che la sosta ha fatto slittare a data da destinarsi. Facile prevedere un ricorso a turni in mezzo alla settimana e ad un allungamento della stagione.
«E’ normale, ma arrivati a questo punto – conclude il tecnico – serve pazienza e spirito di sacrificio. Basta vedere la partita di mercoledì prossimo: i nostri avversari arrivano da Pesaro, non proprio dietro l’angolo, e ci è sembrato normale giocare in notturna piuttosto che nel primo pomeriggio consapevoli delle esigenze di chi scende in campo, anche se questo comporterà spostarci a Cupramontana per avere un impianto di illuminazione. Come si diceva prima, noi ci adeguiamo, riteniamo giusta la sospensione imposta e credo che da parte di ogni dirigenza, squadra, staff tecnico ci siano massima disponibilità e volontà di stringere i denti per proseguire. E’ difficile, chiaramente, perché non siamo professionisti. Ma la situazione è questa: è la voglia di giocare, specie dopo lo stop della passata stagione, che ci spinge a non mollare».

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