Domenica, 14 Luglio 2024
Calcio

Silvetti annuncia: «L’Ancona farà la serie D». Questa sera assemblea pubblica al "Del Conero"

A capo della nuova società una cordata di imprenditori locali e marchigiani e - con ogni probabilità - anche laziali, questi ultimi già impegnati nel mondo del calcio professionistico

ANCONA – «L’Ancona farà la serie D. Domani sera sveleremo tutto». Queste le dichiarazioni rilasciate dal sindaco di Ancona Daniele Silvetti qualche ora fa dopo essere riuscito nell’obiettivo che si era posto ieri, vale a dire «aggregare quelle disponibilità parziali» manifestatesi lunedì mattina all’apertura delle Pec relative al bando promosso dallo stesso sindaco. Gli imprenditori protagonisti della nuova società verranno annunciati durante un’assemblea pubblica che si terrà mercoledì 3 luglio alle 19 presso la curva Nord dello stadio "Del Conero" ed a cui parteciperà lo stesso primo cittadino dorico.

Nomi ufficiali insomma al momento non esistono, ma appare abbastanza certo che della cosiddetta cordata farà parte Stefano Marconi, già presidente dell’Ancona prima dell’avvento di Mauro Canil. Assieme a lui altri imprenditori marchigiani, mentre da «sponsor», come sostenuto dal sindaco, potrebbero partecipare anche degli imprenditori laziali con un vissuto sportivo importante nel mondo del calcio professionistico. Occorre agire in fretta però, perchè la scadenza del 4 luglio alle ore 18 va rispettata. E se non si verseranno per tempo i 400mila euro a garanzia dell’iscrizione, non ci sarà alcuna serie D.

«Ho avuto poco fa – ha così esordito il sindaco Silvetti - un confronto con i capi della curva e del tifo organizzato. Ho cercato di far capire loro qual è stato il tipo di lavoro svolto in queste ultime ore e del fatto che c’è in atto una forte collaborazione tra diversi imprenditori marchigiani, alcuni dei quali anconetani, che ci consentirà di iscriverci alla serie D e di tener fede a quell’impegno e di dare continuità al calcio anconetano». Il primo cittadino prosegue: «Gli adempimenti che andranno svolti da qui alle prossime 48 ore o poco più saranno decisivi perché si tratta di costituire una nuova società rispettando le prescrizioni dettate dalla Figc». Poi, a precisa domanda conferma: «Tra gli imprenditori interpellati c’è Stefano Marconi». Silvetti passa poi a difendere la strategia di indire un bando: «Era un atto dovuto e di trasparenza che un sindaco doveva assolutamente porre in essere per dare concretezza al tutto. Adesso si può superare questa fase. La cordata – ripete - è locale e marchigiana, poi possono esserci delle sponsorizzazioni che potrebbero venire da fuori regione. Adesso ciò che ci interessa – conferma - è l’obiettivo delle 18 del giorno 4 luglio. L’importante è che ci si arrivi partecipando a un campionato di serie D, creando un progetto nuovo».

Poi altre tre specifiche, iniziando dalla questione dei marchi: «Il comitato dei marchi mi risulta si sia già riunito ieri, rinnovando il proprio consiglio direttivo e da questo punto di vista sarà fondamentale per dare un ulteriore strumento al nuovo soggetto giuridico e calcistico con la necessaria legittimazione. I tempi (per la loro eventuale concessione, ndr) però dovete chiederli a loro, ma è chiaro che siano stretti». Si prosegue con la questione del settore giovanile: «Ebbene sì. C’è chi vuole partecipare a questo progetto sostenendo solo il mondo sportivo giovanile. E noi siamo ben grati di questo impegno». Infine due parole sulla cittadella sportiva e l’Us Ancona da poco rilevata da Francesco Agnello: «Ricordo – cambia anche tono Silvetti - che è un fatto molto tecnico su cui ancora pende una concessione e con il quale poi dovremo misurarci, visto che sono state sforate tutte le deroghe e le proroghe concesse. E lo faremo subito dopo il 4. Ciò nonostante la nuova proprietà dell’Us Ancona ha chiesto una proroga per ulteriori 6 mesi dichiarando di farlo “per il bene della città”. Ecco: io penso che il primo a dover fare il bene della città sia il sindaco».

Silvetti in tutti questi giorni si è sempre rifiutato di incontrare Agnello, il quale si è anche lamentato pubblicamente di questo comportamento. A tal proposito, tuttavia, sabato sera all’Ansa il sindaco ha tagliato corto sostenendo che «I cittadini anconetani hanno già ben chiaro chi sta bussando alla porta. La città di Ancona merita rispetto».

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