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Gentili ed un'Ancona che vuole ancora crescere: «Ora siamo più squadra»

A parlare è il preparatore dei portieri biancorosso, tra passato e futuro: «Contro l'Olbia servirà la migliore Ancona: non ci troveremo di fronte la squadra in difficoltà vista all'andata»

Luca Gentili, nell’Ancona, ricopre un ruolo molto delicatissimo. E’ lui l’allenatore dei portieri, quello che da i consigli a Perucchini, a Vitali e spiega con meticolosità certosina al giovane Piergiacomi. Ma i suoi compiti non si limitano a questo: Luca è infatti il responsabile dell’intera area.

Luca come hai cominciato?
«Ho mosso i miei primi passi nel mondo del Calcio con il Settempeda, ma venni ingaggiato subito dal Bari. All’età di diciassette anni mi allenavo un po’ con la prima squadra, un po’ con la Primavera. In Puglia c’erano numeri uno eccellenti, ricordo con piacere Mannini, ma pure Alberga. Ho raccolto, erano i primi anni novanta, anche diverse convocazioni. L’esordio arrivò esattamente l’8 giugno del 1993, una partita non fortunata contro la Cremonese. Passammo in vantaggio con Tovalieri, che ha lasciato ricordi unici ad Ancona, poi però i grigiorossi pareggiarono con un gran gol di Florjancic per poi vincere la gara con un autogol di Jarni. Giocai successivamente con il Fasano, prima di andare a Barletta dove mi infortunai».

Chi è stato il tuo modello da seguire?
«Alberto Fontana, penso sia stato il miglior portiere che il Bari abbia avuto. Aveva tutto, era completo. Riflessi, scatto, senso sella posizione. Pur non essendo molto alto, era impeccabile nelle uscite. Ho appreso tanto da lui».

La parata più importante che ricorda quale è stata?
«Non posso dimenticare la sfida con l’Udinese. Ero titolare quel giorno e vincemmo 4-2. Fece una doppietta Andersson e… Pietro Parente. Un talento, proprio come Tovalieri, che ad Ancona ha fatto molto bene. Presi gol da Marino e da Bierhoff, ma nei minuti finali feci un intervento pazzesco sul campione tedesco. Purtroppo, dopo gli ottimi risultati dell’andata, retrocedemmo. Rimasi anche l’anno dopo, ma questa è un’altra storia».

Dopo Bari, anche Catanzaro ti è entrata nel cuore…
«A Catanzaro mi sono sentito protagonista. Li ho vissuto quattro stagioni intense, la più bella quella della promozione in C1, sotto la guida tecnica di mister Piero Braglia, oggi al Gubbio. Fui decisivo anche agli spareggi contro la Nocerina quando effettuai una parata su Massimo Campo, io di istinto riuscì a togliere la palla dalla rete. Festeggiai come se avessi realizzato un gol».

Come hai iniziato la carriera da allenatore dei portieri?
«Sono riconoscente alla Nocerina che mi diede questa opportunità. Dalla Campania mi spostai a Latina. Il destino volle che proprio l’8 giugno tornai a Bari da avversario. Sugli spalti c’erano circa 50 mila spettatori. Al San Nicola pareggiammo, stessa situazione al ritorno. Nel turno successivo venimmo eliminati dal Cesena e perdemmo il treno per la Serie A. Delusione a parte, la mia avventura partì subito fortissimo. Difatti entrai nello staff di Bucchi con collaboratori seri, tra cui Carlo Pescosolido che è stato anche in biancorosso come preparatore atletico».

Venendo al presente, come vedi l’Ancona?
«I ragazzi stanno lavorando bene, sono molto concentrati. C’è voglia di riscattare lo scivolone di Fermo, vogliamo riprendere il trend che ci ha contraddistinto negli ultimi mesi».

Da Olbia-Ancona, ad Ancona-Olbia: c’è più consapevolezza adesso?
«Siamo diventati più squadra. All’andata i sardi erano in un momento difficile, il girone di ritorno è tutt’altra cosa. Sarà tosta, complicata, ci vorrà la migliore Ancona per venirne a capo».

Che differenze tra il girone B e il girone C?
«Il fattore ambientale al Sud incide di più. Ci sono club, tra le altre cose, che compiono investimenti notevoli. Catanzaro, Avellino, Crotone, confermano quanto detto. I primi, non a caso, stanno dominando».

Un giudizio sui portieri biancorossi?
«Perucchini sta disputando una stagione positiva, è un ragazzo che sta rispettando le aspettative che avevamo su di lui. Fino adesso siamo contenti del suo rendimento. Dico lo stesso di Vitali, anche se nelle gare in cui è stato chiamato in causa, ha avuto episodi sfortunati. Sta lavorando duro, se sarà chiamato in causa ancora farà vedere il suo valore. Piergiacomi viene dalla Primavera, è un ragazzo che vuole crescere ed arrivare. Adesso ha avuto un piccolo intoppo che speriamo possa risolvere subito, spero di rivederlo presto in campo».

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