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Domenica, 21 Aprile 2024
Calcio

Ancona, ascolta il grande ex: «L’Olbia è un osso duro ma i dorici si esaltano con gli attaccanti»

Jimmy Maini, biancorosso dal 2002 al 2004 e grande protagonista della promozione in Serie A, oggi è allenatore della Primavera sarda

ANCONA- Ancona-Olbia, primo turno playoff in programma domenica primo maggio alle 18 al Del Conero (i dorici hanno a disposizione, in virtù della miglior classifica, due risultati su tre entro i 90’) è già iniziata. Sulla panchina dei sardi, per quel che concerne la formazione Primavera, siede Giampiero "Jimmy" Maini uno dei grandi protagonisti della storica promozione in Serie A dell’Ancona nella stagione 2002-2003. Proprio lui, che è rimasto attaccatissimo al capoluogo marchigiano (dove è rimasto fino al 2004), ha provato a fare le carte al match individuando i possibili pericoli per la formazione guidata da Gianluca Colavitto:

«L’Ancona ha giocato un campionato di grande livello meritando ampiamente questi playoff. Ha fatto vedere ottime cose in fase offensiva, esaltandosi con il suo reparto d’attacco dove non manca la qualità. L’Olbia (che annovera calciatori dal passato nobile di Serie A come Ragatzu, Emerson e Pisano, ndr) è partita molto bene, ha avuto un po’ di smarrimento all’inizio del girone di ritorno, ma poi si è ritrovata ottimamente chiudendo in crescendo la regular season. Ha tutto per essere considerata una mina vagante ora che ha ritrovato qualche certezza. La formazione sarda è un osso duro, ha tantissima qualità e se scende in campo libera di testa può creare tanti problemi».

Uscendo dal contesto partita, i ricordi di Maini (che in carriera da centrocampista si è tolto tante soddisfazioni sportive tra cui la vittoria della Coppa Italia a Vicenza nel 1997 e la successiva chiamata del Milan di Fabio Capello) riaffiorano in modo inesorabile: «In biancorosso ho vissuto una stagione magica, quella del 2002-2003 con mister Gigi Simoni in panchina culminata con la promozione in Serie A. Ricordo tutto, i gol (sette, e ognuno di questi pesantissimo nell’economia del campionato, ndr), le esultanze, la festa al Passetto».

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