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Ancona, sarà "Buona Pasqua"? I biancorossi fanno tappa ad Alessandria

I piemontesi, nonostante il cambio di guida tecnica, non sono riusciti a migliorare una classifica che resta precaria. I dorici proveranno ad interrompere al "Moccagatta" un digiuno di vittorie esterne che dura da fine gennaio

Tra i sogni di gloria di chi guardava leccandosi i baffi la classifica, e la loro successiva conversione in speranza di concludere almeno in maniera decorosa la stagione, sono passati due mesi. Il tempo di battere la capolista Reggiana e di infilarsi in un tunnel che ha portato l’Ancona a dilapidare il patrimonio accumulato ad inizio inverno. Che non ha messo a rischio i play-off solo perché il vantaggio costruito a suon di vittorie era cospicuo, ma che ha obbligato gli ottimisti a rimodulare ambizioni ed obiettivi. Queste “rollercoaster” emotive sono peraltro le stesse che hanno caratterizzato una sfida, quella con la Carrarese, cominciata benissimo, proseguita male, e solo per un soffio non finita nel peggiore dei modi. Intanto la classifica non taglia completamente fuori i dorici dalla lotta per il quarto posto (dove sgomitano proprio i toscani col Gubbio, entrambe a +3) ma a patto di fare bottino pieno nelle ultime tre partite (i sette punti presi negli ultimi 270’ la scorsa stagione probabilmente non basteranno) ed auspicare una frenata di chi sta davanti.

Questo tris di impegni che farà calare il sipario sulla stagione regolare sarà inaugurato dalla trasferta sul campo di un’Alessandria in palese difficoltà. I grigi non stanno attraversando, parlando eufemisticamente, un gran periodo. Sono a quota 32 punti in 35 giornate, e per ritrovare un rendimento peggiore dei piemontesi in terza serie occorre ritornare indietro di oltre vent'anni: nella C1 2000-01 la squadra allenata da Roberto Pruzzo (con l'intermezzo Sergio Rossetti tra la 13esima e la 19esima giornata) che chiuse il girone A all'ultimo posto con 25 punti in 34 partite, a tre lunghezze dalla zona play-out. Ed a poco è servito il cambio di guida tecnica, con Maurizio Lauro a prendere il posto a metà febbraio di Fabio Rebuffi, che una parte dei tifosi rivorrebbe in sella stando ai commenti su alcuni gruppi social: l’Alessandria resta ancora a secco di vittorie in casa da quasi tre mesi (ultimo acuto il 2-1 al Gubbio nella ventiduesima giornata) e nelle ultime otto gare ha conquistato sette lunghezze frutto di quattro pareggi e del blitz di Recanati risalente a sei turni fa.

Ma prima di volgere lo sguardo sul campo avversario, mister Colavitto deve preoccuparsi di ciò che sarà sulla metà biancorossa. Perché gli stessi punti l’Ancona li ha conquistati giocando una partita in più (quattro k.o., quattro pareggi ed il 3-0 rifilato al San Donato) ma soprattutto perché in primis restano da risolvere alcune criticità legate a possibili forfait che potrebbero nuovamente imporre un assetto modificato. Mondonico dovrà infatti recuperare da un edema osseo alla caviglia, Petrella – toccato duro da D’Ambrosio nel match contro la Carrarese ed uscito dopo il gol dell’1-0 – ha svolto lavoro differenziato al pari di Gatto che ha alzato bandiera bianca per un fastidio all’adduttore, mentre Prezioso è regolarmente aggregato al gruppo. Probabile che i dubbi di formazione, che comprendono anche il possibile ricorso ad un cambio di modulo, verranno sciolti solo “last minute”. Il fischio di inizio del match, in programma giovedì 6 aprile alle 18 allo stadio “Giuseppe Moccagatta” di Alessandria, verrà dato da Bogdan Nicolae Sfira di Pordenone, coadiuvato per l’occasione dagli assistenti Nicolò Moroni di Treviglio ed Alessandro Parisi di Bari. Quarto ufficiale: Stefano Grassi di Forlì.

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