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Mauro Bertarelli

Mauro Bertarelli

Giovanili biancorosse, l’intervista a Mauro Bertarelli mister degli Allievi Regionali

L'intervista a Mauro Bertarelli, tecnico degli Allievi Regionali dell'Ancona 1905. Le sue parole sul settore giovanile biancorosso

Mauro Bertarelli giocatore non ha certo bisogno di presentazioni. Diversamente va approfondita la sua conoscenza quando lo si intervista come mister, se non altro considerando l’esperienza che sta svolgendo alla guida degli Allievi Regionali dell’U.S. Ancona 1905 società nella quale opera ormai da diverse stagioni proprio nell'ambito del settore giovanile.
 
- Mauro Bertarelli, quando è iniziata la sua esperienza di allenatore?
“Dopo aver smesso di giocare nel 2001; ho cominciato nei settori giovanili di alcune società dilettantistiche della provincia di Ancona”.
 
- Perché ha iniziato ad allenare?
“Il calcio oltre ad essere la mia passione è anche la mia vita per cui la scelta è stata la logica conseguenza di un percorso. Ho scelto di rimanere con i giovani perché il loro calcio è ancora genuino ed insegnare lo spirito di sacrificio, la disciplina, l’educazione e la correttezza mi rende soddisfatto e appagato”.
 
- Ripercorra la sua carriera da mister…
“Dopo le tante esperienze fatte nei settori giovanili di società minori, nel 2011 sono tornato all’Ancona dove spero di rimanere a lungo; mi sento molto legato a questa città e a questi colori che hanno rappresentato tanto per me nella carriera di giocatore”.
 
- Quali obiettivi si è prefissato nella sua esperienza di settore giovanile?
“Motivare i ragazzi a non mollare mai e spronarli nel credere in se stessi e nelle loro capacità; chiaro che poi ci sia il fondamentale obiettivo di farli crescere sia sotto l’aspetto tecnico- tattico e comportamentale che è alla base di ogni gioco di squadra”.
 
- Ci ricordi la sua esperienza con la maglia biancorossa?
“Ho giocato nella Primavera dell’Ancona nella stagione 1988/’89 per poi passare in prima squadra dal ’90 al ’92 quando disputavamo la serie B. Fu proprio il 1992 l’anno indimenticabile e storico della promozione in serie A stagione nella quale segnai nove gol; il più famoso fu quello messo a segno quello direttamente da calcio d’angolo al vecchio stadio Dorico contro il Pisa”.
 
- Qualche episodio da raccontare di quegli anni?
“Sì. Eravamo in ritiro prepartita in un hotel di Ancona e si stava svolgendo una riunione con tutta la squadra; era ormai metà stagione e l’allora presidente Edoardo Longarini alla fine del suo discorso disse al “Cobra”, Sandro Tovalieri, che nel caso in partita si fosse trovato davanti al portiere… avrebbe dovuta passarla al sottoscritto per farlo segnare così lui avrebbe potuto vendermi a fine stagione. Da li capimmo tutti che non sarei potuto rimanere ad Ancona nelle stagioni a venire”.
 
- Così avvenne il suo passaggio alla Sampdoria che in quegli anni andava fortissimo; può raccontarci anche un che un aneddoto vissuto in maglia blucerchiata?
“Fui chiamato dal compianto presidente Paolo Mantovani per firmare il contratto triennale. Lo firmai in bianco, senza conoscere l’ingaggio; dopo il colloquio il presidente mi rivolse uno sguardo di fiducia e accettò in toto la mia richiesta economica. Quell'incontro tra me e lui rimarrà sempre stampato nella mia mente”.


Tornando alla sua esperienza da mister, quali sono le differenze tra il calcio attuale e quello dei suoi tempi?
“Nel “mio” calcio c’erano grandi giocatori e grandissime persone mentre quello attuale si basa moltissimo sul business; situazione questa che ha fatto perdere i valori dello sport e creato delle aspettative troppo pesanti sui ragazzi che, spesso, non sanno gestire responsabilità di tale importanza”.
 
- Su quali principi basa il suo rapporto con i giovani?
“Cerco di essere sempre corretto, sincero, onesto e tengo molto al lato umano. Poi sul campo cerco di insegnargli la parte tecnica e tattica senza tralasciare l’aspetto importante del divertimento”.
 
- Soddisfatto di questo corso dell’U.S. Ancona 1905?
“Questo è il mio sesto anno nelle fila delle giovanili dell’Ancona e ho avuto sempre un bel rapporto con tutte le persone che ho incontrato nel mio percorso. Quest’anno sono cambiate molte persone e devo ringraziare il Responsabile del settore Giovanile, Gianfranco Mancini, che mi ha dato la fiducia di continuare ad allenare in questa società e mi ha dato la grande opportunità di prendere il patentino Uefa A a Coverciano, abilitazione che mi permetterà di allenare società di Lega Pro. Chissà che un giorno, grazie proprio a questa crescita professionale, non mi venga data la possibilità di allenare la mia amata Ancona…”.
 
- La sua squadra degli Allievi Regionali dove può piazzarsi?
“Al di la del piazzamento di classifica, tengo molto al fatto che i ragazzi capiscano cosa significhi giocare in una grande squadra e sentire l’onore d’indossa la maglia biancorossa. Cerco in tutti i modi di motivarli in questo anche perché questi colori… li sento addosso come una seconda pelle. L’obbiettivo è quello di preparare i ragazzi al grande salto di qualità che faranno quando, la prossima stagione, dovranno cimentarsi nel campionato Nazionale. Il mio sogno è quello di vedere qualche ragazzo che ho allenato approdare un giorno in prima squadra”.

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