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Mercoledì, 17 Aprile 2024
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La Biciclettata Adriatica guarda al futuro delle Marche

La prova generale lungo la Ciclovia Adriatica ha reso evidente l’enorme potenzialità di una infrastruttura per il turismo del futuro: quello legato alla bicicletta

Domenica scorsa FIAB Marche ha organizzato la prima edizione della “Biciclettata Adriatica tappa Civitanova”, una staffetta che, da Jesi,  Ancona e San Benedetto del Tronto, ha raggiunto Civitanova Marche facendo tappa in vari centri costieri da cui era possibile aggregarsi per pedalare in compagnia. Scopo dell’iniziativa sottolineare l’importanza della Ciclovia Adriatica che, attraversando tutta la costa marchigiana, sta unendo l’Italia dal Veneto alla Puglia e avrà ancora più importanza quando, a breve, farà parte dei grandi itinerari cicloturistici europei (Eurovelo), interessando anche Austria e Germania.

Facile immaginare quali flussi turistici si muoveranno lungo questa arteria per poi distribuirsi verso l’entroterra grazie alla rete ciclabile regionali. Di questo FIAB Marche ha parlato di recente con gli amministratori regionali, tutti invitati a partecipare alla biciclettata per una conoscenza diretta del tracciato. Per abbreviare il percorso della biciclettata di domenica scorsa, qualora ritenuto troppo lungo, era possibile utilizzare la ferrovia adriatica che nel tratto marchigiano prevede il trasporto gratuito delle biciclette; il fatto che la ferrovia corra parallela a breve distanza, rende la Ciclovia Adriatica unica nel panorama nazionale, facilitando moltissimo la mobilità attiva di residenti e turisti.

Il ruolo della FIAB nazionale è stato fondamentale per la nascita di questa infrastruttura; da ricordare che nel 2017, per sollecitare il Ministero competente a stanziare le risorse necessarie, è stato firmato un protocollo d’intesa tra la stessa FIAB e i presidenti di tutte le regioni adriatiche che hanno indicato proprio le Marche come capofila del progetto; l’anno prima un’altra “bicistaffetta” aveva sensibilizzato praticamente tutte le amministrazioni locali costiere dal Molise alla Romagna; i risultati ci sono stati, anche perché si è capita l’importanza di infrastrutture ciclabili già largamente diffuse nei Paesi più evoluti nel settore della mobilità sostenibile. Per questo ha suscitato qualche preoccupazione la notizia proveniente dalla cabina di regia nazionale che segue l’evoluzione della Ciclovia adriatica – Eurovelo, ora anche di rilievo internazionale; nella nostra regione risulta in particolare una “frattura” del percorso a causa dei ritardi nella realizzazione del ponte ciclopedonale alla foce del fiume Tronto; pare inoltre che in qualche caso i fondi non siano stati utilizzati al meglio, cioè in modo da collegare le città ovunque l’una all’altra e rendere la ciclovia dappertutto sicura e attrattiva, come richiede il turismo di alto livello. Iniziative come la “Biciclettata adriatica” sono utili e saranno ripetute per segnalare problemi e avanzare proposte di carattere tecnico che possono provenire solo da chi pedala tutti i giorni; spetta ad altri tenerne conto perché è interesse di tutti accelerare un’opera fondamentale per la sicurezza stradale, la qualità della vita e l’economia della nostra regione.

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