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Assunta, Oney e gli altri: i campioni parolimpici insieme per un inno alla vita

Passerella di big dello sport alla serata del PalaBadiali di Falconara. Ospite a sorpresa, Gianlorenzo Blengini, ct dell'Italvolley medaglia d'argento a Rio 2016

da sinistra: Assunta Legnante, Tarcisio Pacetti, Oney Tapia e Arjola Dedai

Nulla può fermare un essere umano ben motivato. Lo sport diventa palestra di vita e portatore di valori come lealtà, disciplina e perseveranza nel superare gli ostacoli e migliorarsi. Messaggi che nascono a "Campioni dello sport, eroi nella vita", talk show organizzato dal Gruppo Amici per lo Sport, asd Città di Falconara e Comune di Falconara Marittima e che ieri sera (4 gennaio) ha portato al PalaBadiali oltre 300 persone ad ascoltare campioni affermati e giovani promesse accomunati dalla passione per lo sport. Da brividi i racconti dei paralimpici. Soprattutto se, nei panni di un normodotato, si pensa a quante volte anche un minimo problema sembra insormontabile. «Il destino mi ha fatto uno scherzo crudele - ha raccontato Assunta Legnante, oro nel lancio del peso sia a Londra che a Rio -. Un giorno mentre andavo a un meeting a Padova mi si è spento un occhio. Inizialmente pensavo mi fosse caduta una lente a contatto. Sei cieca, mi hanno detto. Che dovevo fare? Niente, ce lo teniamo. Quando mi hanno chiamata per continuare l'attività sportiva non ignoravo l'esistenza degli sport paralimpici. Ora? Stiamo già lavorando per Tokyo 2020». Per lei sarebbe il terzo oro consecutivo. Un record che la Legnante sembra davvero intezionata a perseguire. Al suo fianco, Oney Tapia. Origini cubane, l'oggi argento paralimpico del lancio del disco è un ex giocatore di baseball. Tapia ha perso la vista mentre potava un albero. Un grosso ramo gli è caduto in testa ma «quel momento mi ha cambiato la vita - spiega - non sarei arrivato dove sono oggi, non avrei incontrato le persone che ho conosciuto. Questa forza che io ho messo per raggiungere i miei risultati l'abbiamo tutti ma dobbiamo imparare a tirarla fuori».
 

Con loro anche quella che è stata ribattezzata la "coppia dei sogni": Arjola Dedaj ed Emanuele Di Marino. Si sono conosciuti grazie all'atletica. Lei ipovedente, lui con il piede torto. «Sono cresciuta in Albania fino ai 17 anni - racconta Arjola - e la mia disabilità là mi ha creato tante difficoltà. In Italia ho conosciuto altre persone come me ed è rinata la speranza. Questa è stata una grossa spinta. Nel lavoro, nello sport». La serata è stata presentata da Tarcisio Pacetti, storico direttore sportivo del volley falconarese della serie A e delle vittorie europee. Un passato prestigioso riemerso con le parole di Fabrizio Pasquali, arbitro internazionale di pallavolo alle olimpiadi brasiliane che ha ricordato i suoi viaggi da Ascoli per assistere alle partite del Badiali e il suo primo arbitraggio in serie A: un Falconara-Fano degli anni '80. Pasquali protagonista anche di un divertente siparietto con Gianlorenzo Blengini, con il ct dell'Italvolley argento a Rio e oggi coach della Lube Civitanova, ospite a sorpresa al Badiali che gli fa notare come la sua squadra gli abbia "scippato" la finalissima del Maracanà. «Se non ci fossimo arrivati noi, la finale sarebbe stata la sua - ridacchia il coach - gli chiedo scusa ma non più di tanto. A parte gli scherzi, grazie a questa serata perché è passato un messaggio importante: ci sono cose più importanti che vincere o perdere una partita».

Messaggi che devono arrivare soprattutto alle nuove generazioni. Rappresentate ieri da Benedetta De Angelis, Serena Rossini, Claudia Rossi. Colonna del Città di Falconara calcio a 5 femminile e della Nazionale Italiana la prima, campionessa europea di scherma la seconda e mondiale di vela la terza. «Di fianco a questi campioni - ha detto la De Angelis - mi sento tanto piccola ma lo sport serve anche a creare persone migliori. A me ha  insegnato tanto e tanto ancora insegnerà. Valori come la disciplina, l'onore, il rispetto e anche ad affrontare le difficoltà che, nella vita, sono inevitabili». A proposito di risultati, questa mattina si è concluso anche il capitolo sportivo del tris di eventi organizzati dal Gas. Il Torneo Telethon di calcio a 5 femminile under 18 è stato vinto dalle padrone di casa del Città di Falconara: 3-2 in rimonta nella finalissima contro il DreamFive Dueville, temibile squadra veneta che si è rifatta con il premio al capocannoniere (Natasha Barban con 8 reti, tallonata dalla gemella Melissa a 6). Premio per il miglior portiere a Diana Fakaros del CdF e premio fairplay, soprattutto per aver partecipato oggi nonostante il meteo e le strade innevate, al Maracanà Dream Futsal arrivato da Morrovalle. Durante le finali si sono iniziate anche a raccogliere le prenotazioni per lo screening medico della prossima settimana. Visite gratuite per la diagnosi della fibrillazione atriale, dal 10 al 14 gennaio presso la Sala Mercato in via Nino Bixio, condotti dall'equipe di Alessandro Capucci, direttore della clinica universitaria di Cardiologia all'ospedale regionale di Torrette. È possibile prenotarsi sul sito del Gas (www.amiciperlosport.it) o più semplicemente alla sala mercato il 9 Gennaio (dalle 9 alle 12 e dalle 17 alle 19).
 

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