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Ambizione, empatia e divertimento: così l’arbitro D’Ascanio si è preso la Serie A

Il fischietto anconetano ha superato nei giorni scorsi l’esame per l’accesso alla CAN A-B che gli permetterà di ricoprire il ruolo di assistente di linea anche nella massima serie. Tanti gli aneddoti che hanno accompagnato la sua crescita sportiva e umana

Marco D'Ascanio in azione

Guardalinee, o meglio assistente di linea, in Serie A. Il sogno di tanti è diventato realtà per Marco D’Ascanio, fischietto anconetano classe 1985 che nei giorni scorsi ha superato con pieno merito il corso di qualificazione assistenti accedendo alla CAN A-B, il massimo organo tecnico arbitrale per il calcio italiano nazionale.

Arbitro dal 2002, nell’ultima stagione ha diretto anche la Supercoppa di Serie C tra Ternana e Perugia vinta 1-0 dai rossoverdi con rete di Salzano. Nel recente passato, tra i professionisti, tante le soddisfazioni accumulate tra cui quella due estati fa di arbitrare con grandissima personalità l’amichevole estiva tra il Cesena e l’allora Milan di Marco Giampaolo e del fresco campione d’Europa Gianluigi Donnarumma.

Chi lo ha visto crescere tra le aule di Ancona e di Sportilia (che come lo stesso D'Ascanio, in virtù dello status arbitrale, non può rilasciare dichiarazioni ufficiali se non a seguito di una speciale autorizzazione ndr), lo racconta come un arbitro empatico, sempre sorridente e disponibile al dialogo con i calciatori. Atipico rispetto a come potrebbe sembrare un direttore di gara. Ascoltando i vari aneddoti dei suoi “maestri”, Marco si iscrive al primo corso all’età di 15-16 anni con fisico esile e tanta voglia di arrivare divertendosi. Quel divertimento che ha sempre abbinato alla professione, tra il far tardi la sera e l’arbitrare il giorno seguente cercando sempre di far combaciare tutti gli ambiti della vita. C’è anche un tatuaggio a simboleggiare quanto detto ma nonostante tutto la sua professionalità non è mai mancata, in nessuna circostanza. Da arbitro ad assistente il passaggio non è stato semplice, come hanno descritto i suoi tutor, l’aspetto di maggior importanza – oltre alla comprensione del VAR in tutte le sue sfaccettature – è capire di essere al servizio anche dell’arbitro oltre che della partita. Ma chi è abituato alle sfide, solitamente vincendole, è pronto anche al grande salto. Tra i grandi, anzi, i più grandi.

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