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Obiettivo riapertura delle palestre: la richiesta dell'Afm

L’Associazione Fitness Marche (Afm) propone soluzioni dopo dieci mesi di chiusura delle palestre

Le palestre sono tra i settori che hanno sofferto di più le conseguenze economiche dell’emergenza pandemica. «Auspichiamo che il governatore Acquaroli affronti i temi che gli abbiamo fatto presente all’incontro con il sottosegretario Valentina Vezzali, molti dei quali a costo zero per lo Stato». Lo chiede l’Associazione Fitness Marche (Afm) la prima di categoria marchigiana che rappresenta il mondo del fitness.

Gianluca Egidi, titolare della palestra Fitness square di Camerano, è uno dei fondatori del progetto insieme ad altre sette realtà. Prosegue la nota: «Afm ha presentato degli emendamenti al decreto sostegni che speriamo vengano presi in considerazione alla Camera. A causa dei dieci mesi di chiusura, una palestra ha perso in media 600mila euro di fatturato ma si parla di un ristoro una tantum di massimo quattromila euro per ogni palestra. In assenza di ristori, che si possano chiamare tali in funzione di tali perdite, noi gestori di palestre e piscine private non siamo in grado di far recuperare gli abbonamenti pagati prima della chiusura e non ancora goduti in soli sei mesi a partire dalla fine dello stato di emergenza, come previsto dell’emendamento approvato in Senato. Una palestra può sopravvivere solo dividendo il voucher su due annualità: il 50 per cento sfruttabile nei primi 12 mesi dalla riapertura e 50 nei successivi dodici. Chiediamo poi la proroga di almeno altri 12 mesi del periodo di preammortamento dei finanziamenti presi per il rilancio».


 

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