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Foto di repertorio

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Crac Ancona, la Mancinelli non ci crede: «Nessun imprenditore, è l’epilogo del calcio professionista»

Il sindaco di Ancona ribadisce la disponibilità del Comune a custodire il marchio del club per poi cederlo ad eventuali imprenditori: «I tifosi formino un comitato di garanti»

Dispiacere, dolore e rammarico. Sono le prime 3 parole proferite dal sindaco di Ancona Valeria Mancinelli per fotografare il momento nefasto dell’Ancona 1905, che deve rinunciare all'iscrizione alla serie D. Ma di fronte alla possibilità di un impegno politico del primo cittadino per trovare una cordata di imprenditori, la Mancinelli risponde ferma:

«Abbiamo fatto appelli, telefonate, tavoli, tutto quello che potevamo. Il problema è che hanno capito, ma è evidente che gli imprenditori non vogliono investire nello sport professionistico ad Ancona e allora, siccome io non prendo in giro la gente, perché continuare a illuderla? E’ l’epilogo del calcio anconetano. Per chi è stato tra i protagonisti del terzo fallimento in 15 anni, parlo di Sosteniamolancona, il silenzio è il minimo che si possa chiedere».

Nessun silenzio invece. Anzi uno dei primi interventi durante i lavori della Commissione Sport (a cui il sindaco non ha partecipato) tenutasi oggi nella ex sala consiliare di Palazzo del Popolo è arrivato proprio dal Presidente di Sosteniamolancona Andrea Biekar, che ha risposto a quanto detto poco prima dall'assessore allo Sport Andrea Guidotti e al sindaco. «Non è vero che la politica non può fare nulla. Ci sono 2 questioni: la fine dell'Ancona 1905 Srl e, se questa non dovesse scomparire, che fine farebbe il calcio. Sulla prima concedo alla politica di non intervenire, sulla seconda credo che debba avere un ruolo attivo perché il punto non è se ci sono o no gli imprenditori, ma è metterli nelle condizioni di intervenire. Come? Primo, attrarre qualcuno che non sia di Ancona e secondo rinunciare all'idea di fare calcio al Del Conero che, a livello economico, è un disincentivo». Parole che hanno fatto infuriare Eros Giardini (CUBA) che ha protestato di fronte al fatto che «chi è responsabile del disastro, invece di chiudersi nel silenzio, va ancora in giro a pontificare. Ve ne dovete andare!» ha tuonato il leader dei CUBA che ha poi lasciato la sala, dove era presente anche una delegazione della Curva Nord, sbattendo la porta. D'accordo con Biekar anche il consigliere comunale del Movimento 5 Stelle Francesco Prosperi: «L'impegno che potrebbe avere istituzionalmente il sindaco é fondamentale, come rappresentante ha la facoltà di convocare dei tavoli che radunino gli imprenditori intenzionati a valutare dei progetti credibili». 

Ma la Mancinelli ha ribadito la disponibilità ad una sola cosa: custodire il marchio del club e riassegnarlo all’eventuale imprenditore che riceverà il benestare dei tifosi: «Se l’Ancona è ridotta così non è per responsabilità dei marziani ma di chi l’ha gestita negli ultimi 15 anni - ha detto la Mancinelli -  Il Comune fa quello che gli stessi tifosi ci hanno chiesto due mesi fa, cioè dare la disponibilità a custodire il marchio per difenderlo dagli avventurieri e per riconsegnarlo, se ce ne saranno, a soggetti che vorranno rimettere in piedi la squadra con un comitato di garanti formato dai tifosi che ne dovranno certificare la serietà». L’amministrazione ha ribadito anche la disponibilità a mettere a disposizione di eventuali soggetti interessati l’area intorno al Del Conero per l’edificazione di una cittadella dello sport con possibilità di ricavarne reddito. «C’è il rischio che la città rimanga senza calcio professionistico» ma non è una questione di decadenza di impianti sportivi perché, se da una parta ci sono migliaia di praticanti sportivi, ma «abbiamo una dotazione di impianti assolutamente incomparabile». E il Dorico? «E’ una di quelle realtà su cui abbiamo ragionato a lungo anche per l’Ancona, ma aspettiamo ancora proposte formali per capire cosa se ne vuole fare».

Parla di totale menefreghismo il consigliere di Forza Italia Daniele Berardinelli: «Il sindaco disertando la Commissione ha dimostrato di non avere alcun interesse per evitare la cancellazione del calcio ad Ancona, nessun interesse per i tifosi, ma soprattutto per i ragazzi che grazie al calcio vengono sottratti alla strada».

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