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Tamberi fa 2.33 ma non basta: l’oro mondiale in Usa è dell’amico Barshim

Gimbo fa registrare una misura importante che gli vale il quarto posto. L’oro al qatariota, compagno di medaglia a Tokyo

ANCONA- Non sono bastati i 2.33, ottenuti nonostante un problema al piede che ne ha limitato le prestazioni in queste ultime settimane, a Gianmarco Tamberi per chiudere in gloria i Mondiali di atletica leggera ad Eugene negli Stati Uniti (la cui finale è andata in scena questa notte, 19 luglio, alle 2.45). Gimbo ha stretto i denti, ha sfoderato una prestazione importante ma non è riuscito ad avvicinarsi a quell’oro mondiale outdoor che ancora manca nel suo scintillante palmares. Per il saltatore anconetano il volo di ritorno porterà in dote un quarto posto che non è bastato neanche a conquistare il podio seppur di un soffio.

Il terzo posto, infatti, è andato all’ucraino Andreiy Protsenko (2.33 ma con meno errori rispetto a Tamberi) preceduto dal sudcoreano Sanghyeok Woo (2.35) favoritissimo alla vigilia, specialmente dopo le qualificazioni. Medaglia d’oro al campione del Qatar Mutaz Barshim (2.37), amico e medaglia d’oro con Tamberi a Tokyo 2020, che ha centrato il terzo successo consecutivo nella manifestazione. Gimbo, che ha superato le misure di 2.17, 2.24 e 2.27, la soddisfazione di aver superato di tre centimetri la miglior misura stagionale.

«Pensare di riuscire a saltare fino a 2.33, prima della gara miglior misura mondiale 2022 –ha confessato Tamberi a fine gara davanti alle telecamere – era utopia. Il quarto posto non mi fa felice, ma non ho rimpianti. Ringrazio tutti: i compagni in tribuna e chi, in Italia, ha fatto la nottata per seguirmi in tv». Il prossimo impegno, tra un mese, l’Europeo a Monaco di Baviera. Poi potrà pensare alla successiva finale di Diamond League a Zurigo. Entrambi diventano ancor di più un obiettivo concreto.

In mattinata sono arrivati anche i complimenti del primo cittadino anconetano Valeria Mancinelli: «Gianmarco Tamberi è quarto ai Mondiali di Atletica negli Stati Uniti. Nonostante i problemi fisici ha dimostrato ancora una volta un grande carattere. Voglio complimentarmi con Gianmarco perche' è facile farlo quando si vince, meno nei momenti più complicati, che ci sono nello sport come nella vita. L'abbraccio con il vincitore, l'amico Barshim, e questo rapporto bello e spontaneo tra di loro, è la vera vittoria».

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