Lunedì, 15 Luglio 2024
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Sitting Volley, dal 16 al 18 giugno va in scena l'Euroleague

Nella palestra di via Leti a Fermo si svolgerà una tra le più importanti competizioni della disciplina. A difendere i colori dell'Italia ci saranno la Synergie Fermana e l'Alta Resa Pordenone

«Una manifestazione di rilevanza strategica che evidenzia il valore dello sport come insegnante di vita, in questo caso davvero capace di abbattere le barriere ed espressione di inclusione e integrazione sociale». Così l’assessore allo Sport, Chiara Biondi, ha presentato l’EuroLeague di Sitting Volley Maschile che si terrà a Fermo dal 16 al 18 giugno nella Palestra di via Leti. Tra le più importanti competizioni per club di sitting volley, è organizzata dalla Scuola di Pallavolo Fermana e promossa dalla ParaVolley Europe. «Un evento di livello internazionale di qualità dal punto di vista agonistico e bello da vedere che permette di promuovere le Marche nel segno dell’inclusione», ha aggiunto Chiara Biondi nel corso della presentazione pubblica svolta in presenza di Fabio Franchini, Presidente Federazione Italiana Pallavolo Marche, Luca Savoiardi, Presidente CIP Marche, Remo Giacobbi, Presidente Scuola di Pallavolo Fermana e Lorenzo Giacobbi, Coach Commissioner ParaVolley Europe, oltre al Capitano e al Ct della Nazionale Maschile, Federico Ripani e Alireza Moameri. Hanno partecipato, inoltre, i consiglieri regionali Anna Menghi e Marco Marinangeli, il presidente Coni Marche Fabio Luna e Tarcisio Pacetti, presidente Gruppo Amici per lo Sport.

«Uno sport che azzera davvero le distanze tra disabili e non. Giocano infatti insieme, da seduti, senza poter muovere il proprio bacino dal pavimento - hanno spiegato gli organizzatori – e la manifestazione è significativa per la sua importanza agonistica, ma anche per accendere i riflettori sull’unica disciplina sportiva basata sull’inclusione totale. Nel sitting volley, ovvero la pallavolo giocata da seduti a terra, le squadre sono infatti formate sia da atleti disabili che normodotati». Inizialmente destinato ad atleti con disabilità fisiche, il Sitting Volley si gioca senza alcun ausilio o carrozzine, su un campo naturalmente di misure più ridotte e con la rete simile a quella del tennis. Le regole, salvo qualche variante, sono le stesse della pallavolo. «Un evento di eccellenza che risponde alla mission del Cip: lo sport per tutti», ha rilevato Savoiardi. «Faremo conoscere le Marche sia nella grinta espressa in campo che nella loro bellezza», ha aggiunto Ripani.

«Le gare saranno occasione di promozione veicolata da un’offerta turistico-culturale altrettanto inclusiva, basata sul benessere e modulata secondo le diverse esigenze di imprese, scuole, enti, associazioni e cittadini – è stato sottolineato dagli organizzatori – e per tutte queste valenze, l’EuroLeague di Sitting Volley Maschile rientra a pieno titolo nell’elenco degli eventi sportivi di importanza strategica, che favoriscono la promozione turistica e rafforzano la capacità attrattiva delle Marche». L’edizione 2023 dell’EuroLeague maschile vedrà coinvolte 10 formazioni provenienti da 7 nazioni europee. Oltre ai padroni di casa della Synergie Fermana e ai campioni in carica della SKISO "Sinovi Bosne" Lukavac (BIH), a contendersi il titolo saranno ASUL Lyon Volley e Pays Voironnais Volley (FRA), ParaVolley Silesia (POL), KSO "Spid" Sarajevo (BIH), OKI Banja Luka (SRB), Robust Sempeter (SLO), Kyiv Ukraine (UKR) e Alta Resa Pordenone (ITA).

Che cos’è il Sitting Volley

La disciplina è stata fondata nel 1956 in Olanda da Tammo Van der Scherr e Anton Albers attraverso la fusione del sitzball e della pallavolo indoor. Fa riferimento esplicito alla disabilità degli arti inferiori ma oggi accoglie varie categorie di disabilità (amputati, poliomielitici, paraplegici, cerebrolesi) e anche soggetti normodotati, non richiedendo l’utilizzo di strumenti specifici come le sedie a rotelle. I fondatori del sitting volley presero spunto dal National Spinal Injuries Center, in Gran Bretagna. Nel 1944, nel corso della Seconda Guerra Mondiale, il neurochirurgo Ludwig Guttman decise di proporre alcune discipline sportive adattate all’handicap agli invalidi delle forze armate Britanniche. Grazie alla motivazione per lo sport, gli invalidi raggiunsero risultati molto superiori a quelli favoriti dalla normale chinesiterapia. Nel giro di pochi anni lo sport dei disabili da terapia riabilitativa divenne attività ricreativa e poi agonistica.

Non è un caso che la Bosnia Erzegovina sia un punto di riferimento del sitting volley europeo e mondiale a partire dalle prime gare disputate in pieno conflitto dei Balcani, nel 1994. In una nazione di oltre 3 milioni e mezzo di abitanti, dove circa un cittadino adulto su dieci ha disabilità di qualche tipo (fonte Comitato Helsinki per i Diritti Umani) oltre alle amputazioni, i successi nella disciplina rappresentano un importante simbolo di riscatto. Rispetto ad altre discipline paralimpiche, infatti, il sitting volley è una ‘disciplina povera’ che non necessita di investimenti. Niente protesi di ultimissima generazione, carrozzine ipertecnologiche o biciclette super leggere e sofisticate: per giocare servono solo una rete e un campo. Motivazioni simili hanno determinato le crescenti affermazioni dell’Iran nel palmares del sitting volley. Inserito ai Giochi Paralimpici di Arnhem (Olanda) nel 1980, fino alle Paralimpiadi 2000 a Sydney (Australia), il Paravolley era diviso in due modalità: in piedi (Standing Volley) e seduti (Sitting Volley). Dai Giochi ad Atene del 2004, è rimasto soltanto il Sitting Volley.

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