Lunedì, 15 Luglio 2024
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A Budapest è “GimbOro”. Tamberi si laurea Campione del Mondo

Il campione dorico vince l'oro iridato a Budapest precedendo sul podio l'americano Harrison ed il suo amico Barshim, e conquistando l'unico alloro internazionale mancante al suo palmares

Gianmarco Tamberi è Campione del Mondo. O meglio, Campione di tutto. Quell’oro iridato, unica vittoria mancante nel suo palmares che contempla tutti i principali allori a livello internazionale, prende forma sulla pedana di Budapest, al termine di una gara che lo ha visto superare un momento di deconcentrazione iniziale con il piglio e la determinazione di chi aveva dichiaratamente puntato tutto su questo appuntamento. Dopo aver rischiato l’eliminazione nelle qualificazioni, Tamberi trova nella finalissima lo smalto dei suoi giorni migliori e con il suo record personale nel 2023 si mette al collo la medaglia del metallo più prezioso.

La tavola è apparecchiata per tredici, e l’inizio di “Gimbo” è timido, con un errore nel 2.25 di ingresso – poi superato al secondo salto – mentre il gruppo comincia già ad assottigliarsi con le uscite di scena dell’altro italiano Marco Fassinotti e dell’ucraino Oleh Doroshchuk. Già a 2.29 i favoriti cominciano a fare selezione: salutano la compagnia il polacco Norbert Kobielski, il nipponico Ryoichi Akamatsu, l’australiano Brandon Starc e l’altro ucraino Andrii Protsenko, mentre i top (Tamberi, Barshim, Harrison, Woo e Zayas) scavalcano la misura al primo tentativo. Sale ancora l’asticella, il campione dorico non trema e vola sopra 2.33 restando attaccato ai principali competitor, mentre McEwen si congeda dal pubblico col terzo errore che lo pone fuori dai giochi.

Il capolavoro di “Gimbo” arriva tre centimetri dopo. Siamo a 2.36 e il capitano della spedizione azzurra a Budapest atterra sul morbido senza nemmeno far oscillare l’asticella al primo tentativo (per la terza volta consecutiva), mettendo la freccia in graduatoria e balzando al primo posto. Allo statunitense “Mister Jump” JuVaughn Harrison serve il secondo salto per superare la misura, che invece costituisce il capolinea per il tedesco Tobias Potye, il cubano Luis Enrique Zayas e soprattutto per due dei favoriti come il qatariota Barshim (il quale si deve accontentare del gradino più basso del podio) ed il coreano Woo. La finale diventa così un testa a testa: a contendere la medaglia del metallo più prezioso a Tamberi c’è l’eclettico statunitense (unico nel suo genere a passare con disinvoltura dalla pedana dell’alto a quella del lungo), che però sbaglia, nettamente, i primi due salti a 2,38. Commette due errori anche “Gimbo”, ma sul terzo tentativo fallitto da Harrison esplode la festa degli italiani in tribuna a Budapest: Tamberi è campione del Mondo.

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