Domenica, 14 Luglio 2024
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"Gimbo" Tamberi, l'importante è esagerare: oro europeo e con 2.37 miglior prestazione mondiale dell'anno

Il fuoriclasse anconetano vince all'Olimpico il titolo continentale dopo aver rischiato l'eliminazione a 2.29. Poi, a vittoria acquisita, al primo tentativo firma la misura con cui aveva conquistato l'oro a Tokyo, che costituisce anche il record "all-time" dei campionati europei

Aveva detto di essere in uno stato di forma stratosferico, ed alle parole ha fatto seguire i fatti. Nell’esordio stagionale, davanti ad un Olimpico impazzito, Tamberi si mette al collo il terzo oro ai Campionati Europei, regalando al pubblico della capitale non solo il successo, ma anche la miglior prestazione stagionale dell’anno, con un fantastico 2.37 saltato al primo tentativo a successo acquisito. La conferma di una condizione eccellente ad una manciata di settimane dall’appuntamento di Parigi con i Giochi Olimpici, nei quali il fuoriclasse dorico figurerà nella ristrettissima cerchia dei favoriti per la vittoria finale.

La gara

È uno show che comincia alle 19.50 con l’ingresso in campo degli atleti, una quarantina di minuti prima dell’inizio della sfida. Uno spettacolo che coinvolge il caloroso pubblico dell’impianto capitolino, a ritmo di musica: c’è la deejay a bordo pedana. Gianmarco Tamberi sfoggia la mezza barba e le scarpe color oro, acclamato dal tifo della curva Sud dove sventolano le bandiere tricolori per sognare un’altra notte magica di un’Europeo spaziale. Il campione olimpico, mondiale ed europeo è l’unico dei tredici finalisti che sceglie di non affrontare la misura di avvio a 2,17. Tutti in silenzio quando a 2,22 entra in azione Gimbo che valica la quota con ampio margine: lo stadio si infiamma, il capitano azzurro si inchina. Nessun problema anche per Stefano Sottile e Manuel Lando, entrambi a segno senza errori a 2,17 e 2,22.

Eliminati l’olandese Amels, campione europeo indoor, e l’israeliano Kapitolnik mentre si ritira il tedesco Przybylko, oro continentale nel 2018. Si va a 2,26 e Tamberi dà l’impressione di poter superare subito l’asticella che però cade, toccata in fase discendente con la parte posteriore della coscia. Due ucraini saltano 2,26 alla prima prova, Oleh Doroshchuk e Vladyslav Lavskyy. Il secondo salto è quello buono per il marchigiano, provvisoriamente terzo in classifica, e il pubblico esulta. Anche il belga Thomas Carmoy fa 2,26 alla seconda ed è al quarto posto, out invece Sottile e Lando, sesti a pari merito. Cinque atleti ancora in gara, perché il ceco Jan Stefela piazza il terzo salto a 2,26. La gara prosegue a 2,29 con un primo errore, stavolta netto, per Tamberi. L’ucraino Lavskyy invece ci riesce e balza al comando. L’azzurro sbaglia anche al secondo e rischia l’eliminazione. Con le spalle al muro, come già accaduto tante volte nella sua inimitabile carriera, Tamberi trova il colpo di classe: 2,29 superato alla terza prova, con l’asticella che trema ma non cade, e al momento sarebbe argento. Gli altri sbagliano, la gara diventa un duello.

Si decide tutto a 2,31 e Tamberi che piazza subito il salto al primo tentativo per andare in testa: cuore gigantesco, talento infinito, una carica agonistica senza eguali. È il match point, un nullo invece per Lavskyy che decide di passare a 2,33. Due errori di Tamberi, altrettanti di Lavskyy ed è oro per l’azzurro con il pubblico in delirio. Basta così? Certo che no, con un fenomeno come Gimbo che a questo punto chiede 2,34 e lo supera alla prima. L’Olimpico impazzisce, non senza brividi quando Tamberi si tocca il piede sinistro, ma solo perché si sono rotte le molle della scarpa. Non si accontenta, prova 2,37 e anche stavolta al primo salto: enorme Tamberi, è record dei campionati (battuto il 2,36 del russo Andrey Silnov nel 2006) e migliore prestazione mondiale dell’anno. Il fuoriclasse azzurro torna a saltare la stessa misura dell’oro olimpico di Tokyo, a due mesi dai Giochi di Parigi dove andrà in caccia della conferma. Intanto c’è il terzo titolo europeo all’aperto nell’alto, dopo Amsterdam 2016 e Monaco di Baviera 2022. Tra gli atleti italiani soltanto Adolfo Consolini era riuscito a firmare la tripletta nella stessa specialità, il disco, con tre vittorie di fila nel 1946, 1950 e 1954.

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