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Martedì, 5 Luglio 2022
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L’Adriatica Ionica Race parla al femminile: grande presenza di quote rosa allo start

La Cpo per le pari opportunità sarà in sella anche per lanciare un messaggio rivolto al ciclismo e tutto il mondo sportivo

ANCONA- La Cpo parteciperà il 7 giugno alla tappa Fano-Riviera del Conero, la penultima frazione della quarta edizione della gara ciclistica in programma dal 4 all’8. Sarà l’occasione per rappresentare i diritti delle donne e sensibilizzare istituzioni e chi si occupa di sport sulle tematiche legate alla parità di genere:

«Ci saremo anche noi, per far sentire la nostra voce. Parteciperemo all’Adriatica ionica race come Cpo con un gruppo di donne che indosseranno maglie rosa con slogan contro la discriminazione e la violenza per sensibilizzare le istituzioni e chi si occupa di sport su queste tematiche». Lo annuncia la Presidente della Commissione regionale pari opportunità, Maria Lina Vitturini, a pochi giorni dall’inizio della quarta edizione della gara ciclistica, in programma dal 4 all’8 giugno. Le Marche ospiteranno le due frazioni conclusive, il 7 (Fano-Riviera del Conero) e l’8 giugno (Castelraimondo-Ascoli Piceno). Una rappresentanza della Commissione pari opportunità percorrerà in bicicletta elettrica, insieme ad altre donne impegnate sul fronte dei diritti femminili, il tratto finale della tappa del 7 giugno che si snoderà tra i comuni di Sirolo, Numana e Camerano.

«La gara ciclistica internazionale - afferma la Presidente Cpo - sarà per noi un’occasione per rappresentare le pari opportunità a tutti i livelli. Partendo dallo sport dove in Italia assistiamo ancora a forti discriminazioni, con differenze nei salari, nella contribuzione, nei premi”. Sempre più donne si avvicinano al mondo dello sport, ma secondo la Vitturini c’è ancora molto da lavorare. «La strada - dice - continua a essere in salita, piena di ostacoli e curve. Ma noi andremo dritte al traguardo per le pari opportunità». Numerose le competizioni, ricorda la Presidente, dove le donne sono escluse. «Uno esempio su tutti, per restare in tema di ciclismo, è - sottolinea- il Giro d’Italia. Le donne non possono partecipare. L’unica volta che ne è stata ammessa una è stato nel 1924, perché con ostinazione si presentò alla partenza. E non successe mai più. Ma ci sono sport ancora più bistrattati».

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