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Salgono a 152 le Bandiere del Gusto nelle Marche

A darne notizia è la Coldiretti nel corso dell'Assemblea nazionale a Roma. In vetta alla classifica primeggia anche quest'anno la Toscana con ben 463 prodotti, segue la Campania (387) e il Lazio (384). Le Marche si collocano alla 15esima posizione

Uno dei vanti del nostro Paese sono sicuramente i prodotti agroalimentari, in modo particolare quelli certificati. Non per altro l’Italia è Il primo Paese per numero di riconoscimenti Dop, Igp e Stg conferiti dall'Unione Europea: sono ben 248 i prodotti di qualità riconosciuti al 31 dicembre 2012, ben nove in più rispetto al 31 dicembre 2011. Di questi, 243 risultano attivi. Dopo di noi Francia e Spagna, che però si allontanano sempre più: la Francia detiene 192 prodotti riconosciuti mentre la Spagna 161.
 

Ad evidenziarne la loro grande importanza ci pensa anche Coldiretti che come ogni anno assegna le “bandiere del gusto”, particolare riconoscimento dato alle specialità locali ottenute secondo regole tradizionali protratte nel tempo per almeno 25 anni, stilando inoltre una classifica regionale di questi prodotti.
 

Salgono a 152 le “Bandiere del gusto” nelle Marche. A darne notizia è la Coldiretti nel corso dell’Assemblea nazionale a Roma. In vetta alla classifica primeggia anche quest’anno la Toscana con ben 463 prodotti, segue la Campania (387) e il Lazio (384). Le Marche si collocano alla 15esima posizione.
 

Un lavoro, ricorda la Coldiretti Marche, finalizzato a proteggere dalle falsificazioni e a conservare anche in futuro, nella sua originalità, il patrimonio delle tipicità, ma anche a sostenere il turismo enogastronomico. Rispetto allo scorso anno entrano tre nuove specialità: le paccucce di Colmurano (Macerata), spicchi di mela, preferibilmente rosa, messi ad essiccare al sole o al forno e conservati per l'inverno immersi nella sapa; la crescia di Stacciola, preparata con rosmarino e cipolla e cotta in forni a legna con tralci di vite, tipica di san Costanzo (Pesaro) e il castagnolo al farro, anch’esso del Pesarese, a San Lorenzo in Campo. Escono, invece, i maccheroncini di Campofilone, per i quali è arrivato il riconoscimento dell’Igp, l’Indicazione geografica protetta.
 

“Un’offerta resa possibile grazie al lavoro degli agricoltori che hanno salvato dall’estinzione molti prodotti e li hanno riportati sulle tavole dei consumatori – sottolinea il presidente di Coldiretti Marche, Tommaso Di Sante -, grazie anche alla rete di vendita diretta dei mercati, delle botteghe e dei punti di Campagna Amica messa in campo con il progetto filiera agricola italiana”. Nel corso dell’assemblea sono state mostrate alcune di queste specialità della tradizione contadina recuperate dagli agricoltori. Per le Marche sono stati scelti i ciarimboli, ricavati dal grasso del maiale, che vengono conditi con sale, pepe, rosmarino e aglio, essiccati e cotti. Nelle campagne venivano usati al posto della pancetta e per insaporire il pane. Proprio grazie al contenuto di grasso, con un ciarimbolo si poteva condire il pane per tutta la famiglia.
 

In cima alla classifica delle specialità 2014 ci sono pane, pasta e biscotti con 45 diverse tipologie di prodotti, seguiti da 42 verdure fresche e lavorate (dal Carciofo monteluponese al Marrone di Acquasanta Terme), 30 salami, prosciutti, carni fresche e insaccati di diverso genere (come il Salame di Fabriano o i ciarimboli), 11 formaggi (dal Casecc al Pecorino in botte), 8 bevande tra analcoliche, liquori e distillati, dal vino cotto al vino di visciole, 7 tipi di olio, 4 prodotti di origine animale (miele e ricotte) 4 condimenti e una preparazione di pesce.

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