Sabato, 19 Giugno 2021
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Ecomafie, sequestrate 299 discariche abusive di Raee, 3 anche ad Ancona

Legambiente nel rapporto "I pirati dei Raee" afferma che nelle Marche sono state sequestrate 14 discariche abusive di Raee di cui una 10 a Macerata, una a Pesaro Urbino, e 3 ad Ancona

Il problema dello smaltimento dei rifiuti è uno dei più urgenti dei nostri giorni. Non solo per una questione di carattere ambientale, ma anche perché con gli anni è diventato il nuovo business delle mafie. Lo smaltimento illegale di rifiuti industriali è, infatti, il più pericoloso campo d’attività delle ecomafie e uno tra i business illegali più redditizio. Anziché essere trattati e gestiti secondo le norme, che ne assicurano lo smaltimento in regime di sicurezza ambientale e sanitaria, i rifiuti speciali vengono nascosti e così avvelenano l’aria, contaminano le falde acquifere, inquinano i fiumi e le coltivazioni agricole, minacciano la salute dei cittadini, contaminando con metalli pesanti, diossine e altre sostanze cancerogene i prodotti alimentari. In modo particolare i cosiddetti Raee, rifiuti elettrici ed elettronici, sono diventati una vera fonte di ricchezza per le organizzazioni criminali, che li nascondono in discariche abusive.
 

Ad Ancona sono state sequestrate tre discariche abusive di Raee, due localizzate in località Falconara e una presso il porto per un totale di 45 metri quadrati sequestrati. Ad affermarlo Legambiente nel dossier “i pirati dei Raee” realizzato in collaborazione con il Centro Coordinamento Raee e presentato lo scorso 18 marzo a Milano. In totale nelle Marche sono state sequestrate 14 discariche abusive di Raee di cui una 10 a Macerata, una a Pesaro Urbino, e, come già detto, 3 ad Ancona. Facendo un paragone con le altre regioni, le Marche non sono una delle più virtuose in questo ambito, collocandosi all’ottavo posto nella classifica regionale delle discariche Raee sequestrate. Ma qual è la situazione nel resto della Penisola? Non buona, in verità.
 

Nel 2012 i Raee prodotti in Italia ammontano a 800 mila tonnellate. Di queste, circa il 70% viene catturato dal mercato illegale, un mercato fatto di discariche abusive e traffici illeciti anche internazionali. Con tutto ciò che comporta per la salute dell’uomo ma anche per l’ambiente che ci circonda. Questi rifiuti, se non smaltiti correttamente, infatti, possono sprigionare sostanze altamente dannose: basti pensare, si legge nel Rapporto, ai gas CFC che si sprigionano in atmosfera quando il frigorifero viene smantellato in maniera scorretta. Oppure ai metalli pesanti, come il mercurio, il cadmio, il piombo, che penetrano nel terreno e nella falda acquifera e arrivano a contaminare la catena alimentare.
 

Tra il 2009 e il 2013, si legge nel rapporto, le forze dell’ordine hanno sequestrato ben 299 discariche abusive di Raee concentrate soprattutto in Puglia (13,4% del totale), in Campania (12,7%), Calabria e Toscana (11%).
 

Per la quantità e qualità dei metalli pregiati presenti nei loro componenti, si legge nel Rapporto, i Raee sono stati definiti “miniere urbane”. Parliamo di materie che hanno quotazioni di mercato molto alte e soggette a forti variazioni: come il rame, che oscilla tra i 5mila e i 6mila euro a tonnellata, l’alluminio che viaggia intorno ai 2mila euro, e il ferro che si attesta sui 300 euro a tonnellata. Numeri questi che ingolosiscono le organizzazioni criminali che vedono in questo un buon business. Ma non solo: altra questione di primaria importanza è quella dei traffici internazionali dei Raee dove i porti, compresi quelli italiani, rappresentano gli snodi più importanti. Nel 2012 il porto di Ancona è stato coinvolto con ben 17 inchieste per traffici illegali, primo nella classifica dei porti italiani.
 

Occorre quindi incrementare i controlli e soprattutto le attività di contrasto alla criminalità, come afferma Laura Biffi di Legambiente: “i racket dei Raee si combatte favorendo il mercato legale. Ciò significa che, accanto a un migliore sistema di controlli e sanzioni esteso a tutta la filiera, dal venditore di elettrodomestici al trasportatore al riciclatore, è necessario mettere a punto una campagna di informazione efficace rivolta ai cittadini, ma anche agli addetti alle vendite, nonché alle stesse forze dell’ordine e gli enti preposti alla vigilanza. Solo così il ciclo virtuoso dei Raee sarà in grado di togliere profitti al mercato nero e di produrre nuova economia e nuova occupazione nel rispetto delle leggi e dell’ambiente”.

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