Mercoledì, 17 Luglio 2024
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Cult e "introvabile", il vino più costoso d'Italia è prodotto in una cantina top secret di Loreto

Si chiama Megixtone ed è velato da un fitto alone di mistero: la cantina dove viene prodotto è segreta e inaccessibile a chiunque

LORETO - Il vino è il nettare degli dei. Ebbene, ne esiste uno che magicamente si candida a confermare questo antichissimo detto. Nessun vino al mondo è raro come Megixtone. Per scoprire un po’ questo alchemico, gustosissimo segreto bisogna puntare la bussola su Loreto, città parte di un territorio già noto per la produzione vinicola, città dove ha sede l’azienda Megixtone. Un nome unico che racchiude un’esperienza irrinunciabile per collezionisti ed appassionati di grandi vini. A patto che siano tra i fortunati in grado di superare le selezioni per acquistare una delle introvabili bottiglie, da considerare veri e propri pezzi unici. Figli di un’area geografica, quella lauretana, di importanti tradizioni enogastronomiche e di eccellenze culinarie che si appresta a lanciare adesso questa nuova intrigante e ricercata produzione.

Loreto quindi al centro di una nuova sfida a livello nazionale che ne riporta in auge la capacità di innovare, questa volta dal punto di vista enologico. Nato dal visionario genio di Gianluca Guerrini, forgiato da oltre 15 anni di studi accuratissimi e segreti, Megixtone si colloca nell’Olimpo dei vini italiani presentandosi con la peculiarità di ambire, a ragione, ad occupare il gradino più alto tra i vini rossi più costosi in Italia. Insomma un prodotto ‘cult’, nato dall’inventiva e dalla laboriosità di giovane produttore lauretano, che si inserisce a pieno titolo nella solida tradizione vitivinicola del territorio. «Bere Megixtone significa esplorare un altro mondo - spiega Guerrini - Per capire meglio i vini, spesso si cerca di definirli in base a ciò che ci si aspetta da una certa uva o regione, ma l'obiettivo di Megixtone invece è quello di offrire un’esperienza di piacere assoluto».

Alla conferenza stampa di presentazione era ospite anche Moreno Pieroni, sindaco di Loreto città in cui l’azienda Megixtone risiede.  «Questa vera perla della produzione enologica rafforza ancora di più la osmosi, il forte rapporto che da sempre e in modo crescente lega Loreto al suo territorio e a chi lo vive anche e soprattutto per esigenze produttive ed economiche  - spiega Pieroni – Senza contare l’indotto turistico che le produzioni della nostra enogastronomia come quella che stiamo presentando, richiamano, anche ben al di fuori dei nostri confini regionali. Insomma poter presentare eccellenze della nostra terra significa anche darle il lustro che essa si merita».

Il progetto

Il progetto Megixtone è velato da un alone di fitto mistero. La cantina dove viene prodotto è segreta e inaccessibile a chiunque. La stessa segretezza avvolge le modalità di lavorazione delle uve, coltivate in una località del territorio maceratese, a Montecassiano, e affinate attraverso le più varie tecniche enologiche al servizio dell’eleganza e della naturalità assoluta. La vendita avviene solamente dopo un’accurata selezione dei clienti a cui non possono essere concesse piu di tre bottiglie per ogni annata. «Si tratta di una produzione estremamente elitaria e quindi la sua vendita non può avvenire solamente attraverso un mero pagamento - prosegue Guerrini - dobbiamo essere certi che il cliente sia in grado di comprendere il valore di una bottiglia così preziosa. Senza dubbio possiamo dire che nessuno ha mai degustato un vino come Megixtone». L’unico modo per entrare in contatto con Gianluca Guerrini che curerà personalmente la selezione dei clienti è scrivere alla mail megixtone.selection@gmail.com. Dopo il primo contatto di presentazione sarà inviato un questionario per vagliare l’aspirante cliente. 

Solo nel caso in cui si venga accettati, si riceverà anche del materiale informativo necessario per comprendere a fondo le caratteristiche di Megixtone e svelare così alcuni dei segreti alla base della produzione di questo tesoro liquido. «Questa procedura mira solamente a proteggere il nostro vino - conclude Guerrini - vogliamo che il cliente percepisca di essere parte di una ristretta comunità e quindi contiamo sul fatto che possa anch’egli conservare gelosamente le informazioni che gli forniremo».

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