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Mercoledì, 29 Maggio 2024
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Il "Scì, Pucci!" che divenne icona: «Vi racconto come fotografai Umbertì»

Luigi Alberto Pucci è l'uomo che fotografò Umberto Ceccarini, alias "Umbertì", nella celebre posa diventata icona di libertà

ANCONA - Una foto diventata icona. Umbertì, simbolo di libertà per gli anconetani, con la testa poggiata sulla propria mano, in posa davanti alla macchina di Luigi Alberto Pucci nell’allora cantina “Rosina” di corso Mazzini. Era la fine degli anni ’80. Umbertì, da “Rosina” era di casa. Lo conoscevano tutti, ma Luigi in modo particolare perché era un suo vicino di casa. «Avevo velleità da fotografo- racconta Pucci- adoravo quelle in bianco e nero. Una volta sono andato da "Rosina" con la macchina e ho iniziato a fotografare tutti. Sapevo che Umbertì non voleva essere fotografato, ma ho provato lo stesso a chiederglielo». La risposta inaspettata: «Scì, Pucci!».

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Il resto è storia. «Gli ho scattato una sequenza, di cui questa è la foto più bella. L’immagine è stata poi ripresa in diverse forme d’arte. Tommaso Buglioni, “Tom Tattoo”, ne ha ricavato diversi dipinti (e un libro, "Slittamenti dell'anima dell'ultimo re di Ancona"), oltre 25, che hanno fato il giro di mostre ed esposizioni. «Vent’anni fa era da poco morto Umberto- racconta Buglioni- non si era sopito l’interesse che avevo verso la sua immagine. Frequentavo una trattoria del porto dove troneggiava la foto meravigliosa di Luigi. Ero e sono tuttora un estimatore della pop art, ho visto in quella foto la possibilità di tirare giù un lavoro con un’immagine genuina della nostra zona e della nostra epoca. Mi sono messo n contatto con Luigi e chiesi la possibilità di elaborare quella foto». 

Le parole crociate 

«Umbertì non era “lo scemo del villaggio" come molti potrebbero pensare- racconta ancora Pucci- si racconta che una volta alla cantina c’era un gruppo di persone che stava tentando le parole crociate. Mancava una parola di sei lettere. Umbertì, che stava ascoltando, passò dietro di loro e svelò la parola corretta». Se guardo quell’espressione penso che forse aveva capito e si era addirittura messo in posa». Umbertì stesso vide poi quella stampa: «Me la firmò dietro. Umberto Ceccarini!». 

"C'hai 'na cigaretta?" Il mito Umbertì (VIDEO)
 

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