Tartarughe dalle orecchie gialle: esemplari da tutta Italia al Parco del Conero

L'Ente ha attivato anche una raccolta fondi per sostenere le spese di amnutenzione della speciale vasca e per l'approvigionamento

Foto tratta da PostLink

Una doppia funzione, quella di protezione dell'ambiente naturale e didattica. La vasca per il contenimento della tartaruga Trachemys, ricavata nella corte del Parco del Conero, è arrivata ad ospitare 40 esemplari consegnati da tutta Italia e molte sono le richieste pronte ad essere soddisfatte.

La Trachemys è una specie alloctona che, a seguito del decreto legislativo che ne vieta la vendita e obbliga tutti i proprietari a dichiararne il possesso, molto spesso viene restituita all'ambiente naturale con conseguenze disastrose sull'ecosistema. Infatti la tartaruga dalle orecchie gialle è una specie non autoctona e fortemente invasiva.  Così, su richiesta della Regione Marche, che ne ha finanziato il progetto, il Parco del Conero ha realizzato, nella corte della sede dell'Ente a Sirolo, la vasca destinata ad ospitare gli esemplari di tartaruga abbandonati. La creazione del piccolo centro di recupero ha subito mostrato la sua funzione didattica ed è stata una scoperta per i numerosi bambini che frequentano il CEA del Centro Visite del Parco.

Il sostegno

La divulgazione sui media e sui canali social in dotazione al Parco della creazione del centro di recupero con la possibilità di accogliere circa 90 esemplari di testuggine di specie aliene, in particolare Trachemys, ha subito dato riscontro dell’utilità della struttura che ad oggi ospita circa 40 esemplari. La gestione della struttura di accoglienza è completamente a carico dell'Ente, ma per far fronte ai costi legati alla manutenzione ordinaria e all’approvvigionamento alimentare per gli animali ospitati sono state attivate forme di contribuzione volontaria. Al momento della consegna degli esemplari viene rilasciato il foglio informativo “Aiuta il Parco Regionale del Conero a mantenere le Trachemys S.P.” con i riferimenti bancari per un versamento, a favore dell’Ente Parco, sotto forma di erogazione libera che il cittadino può recuperare in sede di dichiarazione IRPEF. Grazie a questa formula si stanno già ottenendo le prime donazioni pari a circa 250 euro.

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