Incastrò lo stupratore con l’identikit da record, Elena Pagani scrive “Ladri di facce”

L'assistente capo della polizia scientifica lavorò al caso dello stupro di Rimini

Arte e psicologia insieme sono spesso capaci di risolvere casi di cronaca nera. Come possono farlo, lo raccontano lo psichiatra Alessandro Meluzzi ed Elena Pagani nel saggio “Ladri di facce”. Come assistente capo coordinatore della polizia, in forza alla scientifica di Ancona, la Pagani si occupò dello stupro sulla spiaggia di Rimini nel 2017. E' stata lei l’autrice dell’identikit che nel 2017 permise alle forze dell’ordine di indentificare Guerlin Butungu, l’uomo che con la sua banda di stupratori aggredì due turisti polacchi.

Il concetto riportato nel lavoro è espresso già dal sottotitolo: “Il disegnatore anatomico tra testimoni, vittime, memorie e falsi ricordi”. Si tratta di un approfondimento realizzato con l’unione di due specializzazioni differenti: arte e psicologia. Quello dell’aggressione di Rimini è uno dei casi esemplificativi riportati nel volume. Un caso nel quale la Pagani, Maestro d'arte all'Accademia di belle Arti di Brera, realizzò completamente a mano l’identikit dell’aggressore. Un ritratto con una corrispondenza record del 98,7% ottenuto dopo ben 6 ore di colloquio con una testimone. 
 

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