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Stelle cadenti, quest'anno la luna ci mette lo zampino: come e quando ammirare il clou

Il fenomeno delle stelle cadenti è alle porte. Come e quando ammirarlo quest'anno e cosa c'entra la luna. Gli esperti anconetani spiegano anche a cosa è dovuto il colore delle scie

ANCONA - Notte delle stelle cadenti in arrivo, quest'anno però con il "dispetto" della Luna. La presenza della Luna piena e la relativa luminosità, infatti, renderà visibile solo parte dello spettacolo. «L'intensità del fenomeno si aggira solitamente a 1 o 2 meteoriti al minuto, ma quest'anno a causa del plenilunio del 12 agosto, ne vedremo circa 20 all'ora, ovvero 1 ogni tre minuti» spiega Davide Ballerini, Presidente dell'Associazione Marchigiana Astrofili. Il picco dello sciame, quest'anno, avverrà nella notte tra il 13 e il 14 agosto (GUARDA IL VIDEO). 

Il mito sfatato

Quelle che vedremo a partire da questa sera, cielo permettendo, non sono stelle cadenti. No, le stelle non cadono. La scia luminosa che fa sognare grandi e piccini è dovuta a un fenomeno ben preciso: «Si tratta di granelli di polvere e roccia, chiamati “meteore”, dalla dimensione di circa un millimetro a qualche centimetro che viaggiano a una velocità che può arrivare a 200 mila Km/h e si illuminano a un’altezza compresa tra i 50 e i 100 chilometri - spiegano Davide Ballerini, presidente dell’Associazione Marchigiana Astrofili e il dottor  Federico Casavecchia, direttore dell’osservatorio astronomico di Ancona  “P.Senigalliesi” - l’impatto tra i granelli di polvere e roccia e le molecole dell’atmosfera danno origine a due effetti: ablazione (perdita di massa della meteora per vaporizzazione ed erosione) e ionizzazione (perdita e/o cattura elettronica) raggiungendo temperature di 2500K». Per non perdere il meglio dello spettacolo, gli astrofili spiegano anche come posizionarsi: «Bisogna stendersi con le spalle rivolte verso la costellazione di Perseo, a nord/nord-est, e le gambe rivolte verso sud/sud-ovest. Guardare in alto e godersi lo spettacolo».  

federico casavecchia e dvide ballerini-2

Perché si chiamano Perseidi 

Il nome deriva dal radiante. Si tratta del punto da cui, tracciando le scie disegnate dalle meteore a ritroso, sembrano provenire tutte le “stelle cadenti”. E' la zona del cielo ove si trova la costellazione di Perseo. «L’orbita della Terra, nel periodo di metà agosto, si viene a trovare in una zona di spazio attraversata ogni 133 anni dalla cometa Swift-Tuttle, la quale lascia dei detriti- spiega Ballerini – questi vengono poi attratti gravitazionalmente dal nostro pianeta, generando il fenomeno».

Colore della scia

Un aspetto curioso è il colore della “stella cadente”. Federico Casavecchia, dottore in chimica, spiega che ad ogni colore osservato corrisponde una composizione chimica ben precisa. Un colore arancione indica la presenza di sodio mentre un colore giallo è associato alla presenza di ferro. Nel caso in cui il colore sia rosso, i protagonisti sono l’ossigeno e l’azoto. Una scia di colore verde è invece dovuta al magnesio.

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